IL RESTO DEL CARLINO - Arrigoni "Ho lasciato io il Cesena, non riuscivo a dare ciò che volevo"
Daniele Arrigoni, come annunciato nei giorni scorsi, a Smtv (Tele San Marino) insieme al suo procuratore Vanni Puzzolo ieri (venerdì) in una conferenza stampa di un'ora ha spiegato la rescissione consensuale del contratto con il Cesena affidato ora a Mario Beretta (il mister di Borello ha rinunciato alle ultime quattro mensilità): «L'ho fatto solo per affetto, per l'amore che nutro verso la squadra della mia città. Non mi sentivo più in grado di dare quello che serviva, la squadra non rispondeva più alle mie sollecitazioni. Fossi stato in un'altra società, non dove sono nato e dove sono cresciuto calcisticamente, probabilmente non l'avrei fatto. Credo ancora nella salvezza, che sette punti da recuperare non siano troppi. Subito dopo il ko con il Milan ero sereno, la notte poi ho pensato tanto, alla Lazio e a tutta la mia parte del campionato, così al pomeriggio ho avuto un incontro con il presidente Campedelli e abbiamo preso insieme questa decisione. L'incredibile sconfitta con la Lazio (3-2 per i romani dopo che alla fine del primo tempo i bianconeri erano in vantaggio 2-0 e con un uomo in più) ha fatto traballare le mie convinzioni. In altre gare infatti avevo visto la squadra avere questi black out» Ricorda poi che la società gli aveva sempre confermato la fiducia: «La scelta è stata mia, ho voluto dare una scossa al gruppo. Lunedì ho parlato con il presidente, gli ho esternato il mio pensiero e in un colloquio di oltre tre ore abbiamo deciso di porre fine al rapporto». Ha poi puntualizzato sul grande problema del Cesena: «E' l'atteggiamento della squadra e non dei singoli. Così ho detto alla società che ci voleva un cambiamento importante come quando ero arrivato io». Ha parlato anche del mercato, dei giocatori ingaggiati: «Sarebbe stato meglio avere certi giocatori prima e non l'ultimo giorno ma la società si è mossa bene. Tra Caracciolo subito e Iaquinta a fine mercato credo sia stato meglio aspettare l'ex juventino. Sì, rifarei quello che ho fatto, mi peserebbe solo che questa mia decisione, ripeto per il bene della squadra della quale sono sempre stato e sarò tifoso, non servisse per dare nuovi stimoli».


