IL RESTO DEL CARLINO. Beretta: "Ingiusti quei fischi ai ragazzi"
Dallo scoramento per l’ennesimo svantaggio, si passa all’euforia per un vantaggio inaspettato con la stessa velocità che basta per piombare nella frustrazione del pareggio. Inutile, ma almeno combattuto. Come non si vedeva da mesi. Cesena-Parma è stato un derby fra derelitte con evidenti problemi esistenziali, fra chi è stato retrocesso per tutto il campionato e chi se la sta sgamando per un pelo.
Insomma, partita dai tanti gol per demerito delle difese e dalle innumerevoli occasioni da rete sciupate per demerito degli attaccanti. «Sono più arrabbiato per i due gol subiti che per le occasioni fallite. Dobbiamo imparare ad essere più attenti in quelle situazioni». Già, come se non toccasse a lui, a Mario Beretta, durante la settimana, provare e riprovare quelle situazioni in cui ad esempio Paletta, uno che certo deve avere un conto in sospeso col Cesena perché segna sempre ad Antonioli, si infila solo soletto in area e ha tempo anche di mirare.
«Poteva essere determinante il gol del 3 a 1 fallito da Malonga — spiega Beretta —, se fossimo andati in vantaggio doppio poi per loro sarebbe stato più difficile, così invece gli abbiamo permesso di recuperare e potevamo anche perdere. Il 2 a 2 è giusto. Un risultato che ci gratifica anche se non risolve i nostri problemi. La squadra ha dimostrato di tenerci, di stare concentrata fino alla fine». I bianconeri sembravano molto stanchi, a 10 minuti dalla fine molti non si reggevano in piedi. Colpa del ritiro punitivo, del caldo primaverile o della contestazione.
«Il caldo è stato tanto, molti non giocavano da tempo come Del Nero, Santana e lo stesso Pudil — aggiunge l’allenatore —. Credo che non si possa imputare nulla a questi ragazzi, non è facile giocare 90 minuti sotto i fischi della gente e sentendone di tutti i colori. Sarebbe più giusto contestare prima e dopo, non durante la partita. Ieri i ragazzi non meritavano le contestazioni. L’esempio l’ha dato Santana, segnato il gol è corso a prendere la palla perché volevamo vincere questa partita. L’atteggiamento è stato quello giusto, ai ragazzi non si può rimproverare nulla. Importante giocare sempre così, continuiamo a giocare liberi e sereni, senza condizionamenti».
Il mister non ha schierato Guana. «Ha provato fino in fondo, purtroppo non ce l’ha fatta. Ma ci abbiamo tentato — chiarisce — A Comotto si è leggermente girata una caviglia, non è nulla di grave. La mia espulsione? Era da un po’ che andavo fuori dall’area tecnica, l’arbitro ha avuto tutte le ragioni, ma mi sono fatto trasportare dalla voglia matta di urlare ai miei come stare in campo».


