IL RESTO DEL CARLINO. Bisoli «Peccato vedere un clima così teso, non me l'aspettavo»
Dieci giorni fa l'avrebbe immaginato solo un visionario. Da ieri mattina invece il faccione di Pier Paolo Bisoli, abbronzato, è tornato a far bella mostra di sé al Manuzzi. E quando si è materializzato nella pancia dello stadio, per la consueta conferenza di presentazione, a molti sono venuti in mente i momenti magici della cavalcata che portò il Cesena dai miasmi della Lega Pro alla vittoria di Piacenza. «Questo posto - attacca - è come casa mia. Scusate, non ho la voce perché non sono più abituato ad urlare in campo e stamattina in allenamento ho urlato tanto». Sì, perché il tecnico non ha voluto aspettare neanche un secondo.
«Il mio primo pensiero - dice - va a Nicola Campedelli. Ha passato ciò che anch'io ho provato, fa parte di questo mondo. Non è l'unico responsabile di ciò che è accaduto come non lo ero io. In secondo luogo mi aspettavo di vedere un altro clima (il dg Luca Mancini si era appena sfogato contro la stampa, ndr). Da domani dovrà tornare il sereno, ci vuole entusiasmo da parte di tutti. Il Cesena deve essere rispettato ovunque vada». Fuori sta arrivando tanta gente che sembra quasi la partita. «Cercheremo di recuperare, non di vincere il campionato, ma di lavorare per obiettivi sì. Sarà un inizio tribolato, ma ce la faremo». E' diventato più calmo e riflessivo, l'animo combattente però è integro: «Ieri sera col mio staff - rivela - abbiamo fatto tardi a riflettere. Dovevo stemperare l'entusiasmo, se no finiva che oggi avrei fatto allenamenti da cinque ore ciascuno. Invece i ragazzi vengono da tre sconfitte consecutive e quindi devo modulare il mio lavoro alla ricerca della loro serenità psicologica».
Non sarà facile rianimare la truppa. «Li ho visti in campionato e in Coppa, questo gruppo ha valori. Poi perdi 3 a 0 all'esordio, vai a Vicenza e resti in dieci e becchi ancora. Non è facile per nessuno in una situazione così». Come si può guarire da una sindrome del genere? «I ragazzi che ho visto oggi hanno voglia di lavorare, di ripartire. Devono riacquistare dignità, capire che non sono i più scarsi. Contano sull'amore di questa gente, 7.500 abbonati che hanno incitato fino al novantesimo pur sotto di quattro gol. Non si vede da nessuna parte d'Italia e i ragazzi lo sanno».
Non si aspettava di essere chiamato e ha fiducia cieca nel gruppo: «Altrimenti stavo a Cesenatico a giocare a racchettoni. Sabato è già una partita delicata anche perché abbiamo acciaccati e squalificati. Chiedo la comprensione del pubblico, che il clima non sia ostile perché non sono mago Merlino e ci vorrà qualche tempo per venirne fuori. Ma ce la faremo, parola di Bisolone». Che ha cominciato a urlare ai difensori come ci si difende in serie B. «La mia prima priorità da sempre è il lavoro sulla difesa, ho perso la voce a ribadire tre concetti proprio per chi sta dietro». Qualcuno dice che ora tornerà Antonioli: «In questo momento non parliamo di giocatori».


