IL RESTO DEL CARLINO. Graffiedi: "Sento spesso Nicola che continua a tifare per noi"
«Non ho mai segnato da ex al Modena: spero proprio che sia la volta buona». Quel concentrato di romagnolità e verve agonistica che è Mattia Graffiedi carica l’ambiente per il derby con gli emiliani. Lui che ha retto sulle spalle l’attacco bianconero per tutto l’inizio di campionato, prendendo fiato solo per una parte della gara di lunedì scorso col Varese, non vede l’ora che la squadra prenda a correre.
E’ arrivata l’iniezione di fiducia per puntare a un’annata da protagonisti?
«La vittoria sul Varese è stata fondamentale. Sia per la classifica, che per il morale. Una bella prova, anche se a tratti, nonostante fossimo in vantaggio, abbiamo avuto qualche blackout che denota ancora un po’ di paura. Dobbiamo trovare l’abitudine alla vittoria e un tassello è stato posato, ma ora bisogna cercare di fare un bel salto di qualità fuori casa».
Che campionato sarà quello del Cesena secondo lei?
«Sin dall’inizio speravo di lottare per le prime posizioni, ma la squadra è completamente nuova e ci sono state diverse difficoltà. Verso gennaio capiremo dove può arrivare questo Cesena, intanto bisogna fare più punti possibile».
Sente ancora il suo amico Nicola Campedelli?
«Sì, ci sentiamo spesso. Ha preso una bella botta ed è inevitabile che sia un po’ giù. Ma continua a seguirci e a tifare per il Cesena, dopo la gara col Varese mi ha chiamato per fare i complimenti alla squadra. Si sta riprendendo».
Quali sono stati i motivi di un tale insuccesso?
«Ce ne sono stati tanti. Troppi gli episodi negativi e ha inciso anche il fatto che la prima partita ci vedesse di fronte a una corazzata come il Sassuolo. C’è voluto tempo perché una squadra rifondata trovasse gli equilibri. Penso però che la maggior parte delle colpe sia da addossare a noi giocatori, non a mister Campedelli».
Cosa significa la partita di Modena per lei?
«Ho giocato un anno e mezzo là (dal gennaio del 2005 all’estate del 2006 in B, 10 gol in 44 partite, ndr) ed è stato un periodo molto importante. Sfideremo una bella squadra, costruita nel finale del mercato ma ben assestata. Davanti in particolare sono molto forti, Ardemagni è un grande giocatore in questa categoria».
Quale la strategia per conquistare il ‘Braglia’?
«Dobbiamo evitare assolutamente di chiuderci, troppo spesso facciamo questo errore in trasferta. Andiamo per vincere».
Cosa c’è da migliorare?
«Bisoli ha sistemato i problemi mentali e la fase difensiva. Ora bisogna migliorare quella offensiva: abbiamo il peggior attacco della serie B».
Succi-Graffiedi è un’accoppiata plausibile?
«Perché no? Sta per rientrare anche Lapadula e Defrel sta venendo fuori molto bene. Quindi finalmente di alternative ce ne sono, il mister potrà scegliere come disporre l’attacco. L’importante è trovare i giusti equilibri».
I tifosi col Novara l’hanno acclamata a gran voce. E’ stata un’emozione?
«Grandissima. E anche inaspettata, dato che quella partita l’abbiamo persa male. Non dimenticherò mai quel momento: non potevo crederci, la Curva in cui andavo da ragazzino mi esortava come un eroe».


