Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / cesena / Rassegna stampa
IL RESTO DEL CARLINO. Campedelli: «Mi piacerebbe condividere la società con imprenditori locali»TUTTOmercatoWEB
© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it
mercoledì 24 ottobre 2012, 07:56Rassegna stampa
di Giovanni Guiducci
per Tuttocesena.it
fonte Nicola Marcatelli per Il Resto del Carlino

IL RESTO DEL CARLINO. Campedelli: «Mi piacerebbe condividere la società con imprenditori locali»

Igor Campedelli sparecchia la tavola delle chiacchiere. Lo ha fatto ieri in una conferenza stampa lunga quanto una partita: novanta minuti in cui il patron del Cesena è andato a ruota libera e ha chiamato in aiuto della società gli imprenditori cesenati.
Il presidente ha voluto fare chiarezza, a cominciare dalle presunte voci di cessione del club: «In maniera concreta nessuno mi ha approcciato. Poi so benissimo che, non solo a Cesena, c’è sempre un mondo affamato di visibilità che cerca di inventarsi interesse per società di calcio. Se qualcuno però c’è davvero, ben venga, perché significa che c’è interesse e che qualcuno è disposto a dare una mano». Discorso che porta il patron a confessare un sogno: «Mi piacerebbe condividere la società di calcio con imprenditori locali. Con una premessa: qui nessuna poltrona è assegnata. Se ci sedessimo a un tavolo non sarebbe con l’intento di dire: aggreghiamoci ma qui comando io. Quando ci si siede a un tavolo si parte senza porre paletti ben precisi. Un esempio? Quando Mancini è entrato nel cda è stato vicepresidente, poi è diventato dg perché la sua vocazione principale sarebbe quella di svolgere questo ruolo operativo. Tant’è che mi disse: quando scadrà il mio mandato il mio posto lo lascio a chi avrà il piacere di rivestirlo. Quindi nessuno qui è attaccato alla poltrona. Questa è la mia visione e penso possa dare solidità all’aspetto societario e un futuro al Cesena. Non è niente di diverso da quanto stanno facendo altri club, vedi il Milan».
Un’apertura tale fa scattare una domanda spontanea: coinvolgere altre imprese nella società sarebbe vitale per sopravvivere? «Non è vitale, è una bella idea, ma c’è bisogno di aggregazione anche per scontare cose che due anni fa erano molto più semplici da fare». Questioni di momento economico: «è diventato molto più difficile dal punto di vista finanziario anche anticipare credito, oggi il sistema bancario è molto più rigido. O sei veramente ricco e puoi fare con le tue risorse, oppure aggreghi in un progetto più persone e insieme provi a risolvere le problematiche. L’aggregazione può fornire un elemento fondamentale e importante nella nostra società».
Ma il Cesena sta bene o ha problemi? «Abbiamo tanti crediti, ma la necessità di renderli liquidi. Comunque con enormi sacrifici si è sempre cercato di mantenere fede a tutti gli impegni».