Il re è morto
Fino a che i risultati sportivi lo coprivano di gloria, Igor Campedelli era il riverito re di Cesena: uno che ha portato una squadra dalla C alla A, in questa città, è come se avesse scoperto l’arcobaleno peloso o il fumo di raso.
I sudditi tutti lo osannavano. E anche se pensavano fosse un re nudo, si limitavano a mugugnarlo a bassa voce. Mugugnavano quando si ostinava ad esaltare l’allenatore antipatico dopo aver scaricato quello simpatico. Mugugnavano quelli che “dovrebbe pensare ad altro, non agli skybox”.
Poi Igor salva il Cesena. E tutto tace. Anzi.
Arriva Giampaolo e si sogna la Uefa di Marchioro. Bolle di sapone. Balle di sapone. Retrocessione.
Arriva suo fratello. Si svuotano le gradinate, si riempie la Curva. Torna la contestazione. “Non ci sono soldi”.
Non basta nemmeno il ritorno dell’allenatore simpatico. E si scopre che le vacche non erano grasse. No, erano obese. Quindi non è che stessero benissimo.
Tutti lo sapevano, nessuno lo aveva detto.
E’ che faceva comodo non dirlo. Non scriverlo.
Ora si dirà. E si scriverà.
Ora che il nemico pare arrendersi… ora va bene dire e scrivere.
Lo si faccia pure, ma con la coscienza che sì, il re era nudo, ma anche noi non eravamo poi così vestiti.
Comunque sia, lunga vita al re.


