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Il tacco di Semak, le papere di Zhevnov. Top&Flop di Zenit-BenficaTUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Fornasari
mercoledì 15 febbraio 2012, 20:05Pagelle
di Tommaso Maschio
per Tuttochampions.it

Il tacco di Semak, le papere di Zhevnov. Top&Flop di Zenit-Benfica

I TOP


Il tacco di Semak: Il secondo gol dei russi è un vero e proprio capolavoro. Quattro tocchi per andare in porta, di cui due di tacco non si vedono tante volte. Il primo colpo di tacco di Kerzhakov è geniale, ma quello di Semak spalle alla porta che vale il vantaggio dei russi è un gioiello per tecnica, freddezza e precisione.

Il senso del gol Shirokov: Il centrocampista segna due gol pesantissimi che rimettono in gioco lo Zenit. Entrambi pochi minuti dopo i gol dei portoghesi, segno che il giocatore è dotato di un grande carattere. Per lui parlano comunque i numeri: 5 gol in 7 gare di Champions League. Non male per un centrocampista.

La grinta di Cardozo: I due gol che tengono a galla il Benfica sono i suoi. Su punizione impegna Zhevnov facendo nascere il primo gol, poi nel finale è lesto a credere nel doppio errore del portiere per riportare in parità la sua squadra. È l'ultimo a mollare, ma ha poco aiuto dai compagni.

I FLOP

Le imprecisioni di Zhevnov: Il portiere dello Zenit fa rimpiangere il titolare Malafeev, specialmente nel primo tempo. In occasione del gol respinge corto e centrale, cosa che nessun portiere dovrebbe mai fare, favorendo l'inserimento di Pereira. Non si riprende più e commette tante piccole imprecisioni, fino alla papera finale che spiana la strada a Cardozo.

La mancanza di lucidità di Gaitan: Non gli riesce nulla, specialmente quando si trova negli ultimi venti metri. Sbaglia tantissimi palloni, cercando l'assist quando dovrebbe tirare e viceversa. Nel finale calcia debolmente da posizione invitante e solo una papera di Zhevnov rende meno pesante il suo errore.

Il terreno del Petrovskij: Non sempre il riscaldamento sotterraneo rende perfetto il terreno di gioco. Ne è un esempio quello di San Pietroburgo, che appare più simile a un campo di periferia per l'assenza di erba che ad uno stadio degno della Champions. Certo i -20 gradi che si toccano a quelle latitudini in inverno non aiutano la crescita dell'erba, ma vedere un campo così mal ridotto non è certo uno spettacolo degno della massima competizione europea.

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