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Un'Europa da Ritorno al futuro: dal Levski Sofia al NEC, ecco chi ha (ri)scritto la storia
Il martedì di coppe europee si è trascinato dietro un mix affascinante tra grandi ritorni e prime volte storiche, a cominciare dal terzo turno preliminare di Champions League, dove il Levski Sofia ha superato nuovamente il Kairat Almaty — la vera cenerentola dell'ultima edizione — guadagnandosi un posto nel playoff contro l'AEK Atene; la squadra bulgara, partita dal primo turno preliminare, si è così assicurata almeno il paracadute della league phase di Europa League, ritrovando un palcoscenico europeo a ben quindici anni di distanza dall'ultima volta. Comunque vada il 2026 resterà trionfale: lo scorso maggio il Levski Sofia era infatti riuscito a interrompe la striscia di quattordici campionati nazionali consecutivi conquistati dal Ludogorets.
Passato, presente e futuro
La storia, tuttavia, non si è scritta solo in Bulgaria, ma anche e soprattutto a Masazir, cittadina nella parte orientale dell'Azerbaigian e alle porte di Baku, dove il Sabah FK si è guadagnato per la prima volta in assoluto l'accesso alla fase finale di una competizione europea: dopo aver centrato il prestigioso double in patria tra campionato e coppa, la formazione allenata da Valdas Dambrauskas ha travolto per 4-0 l'Aarhus nella gara di ritorno, strappando il pass per il playoff di Champions contro l'Hapoel Beer Sheva e coronando una favola sportiva iniziata appena nel 2017 con la fondazione del club.
Le emozioni forti non sono mancate nemmeno in Europa League, dove i festeggiamenti hanno coinvolto anche la Georgia: superando il Larne – club nordirlandese - nel terzo turno preliminare, l'Iberia 1999 ha conquistato il playoff contro una tra Rangers e Jagiellonia, blindando almeno il paracadute del girone unico di Conference e riportando dopo ben ventidue anni una rappresentante georgiana nell'élite continentale, un traguardo che mancava dai tempi in cui la Dinamo Tbilisi raggiunse l'allora Coppa UEFA nell'edizione 2002-03.
Gli opposti
A completare questo quadro straordinario ci hanno pensato anche le matricole come il NEC Nijmegen: all'esordio assoluto nei preliminari di Champions la formazione olandese – reduce da un più che sorprendente terzo posto nell’ultima Eredivisie - è riuscito a superare l'Olympiacos per 2-1 dopo i supplementari grazie al sigillo di Emre Mor che è valso l'accesso all'ultimo e decisivo atto contro il Bodo/Glimt. Agli antipodi, invece, c’è il Fenerbahce: la squadra turca non partecipa alla Champions League da 18 anni e dopo aver superato lo Sturm Graz ora è chiamata al playoff contro il Lione per interrompere un digiuno così (insospettabilmente) lungo. L’Europa, insomma, è stata anche stavolta un mix tra passato che ritorna e l’inedito che si affaccia per la prima volta sul palcoscenico dei grandi. In attesa delle nuove partite, e delle nuove storie, in arrivo tra la serata di oggi e di domani, che andranno poi a completare il quadro dei playoff di Champions, Europa League e Conference League.
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