Di Matteo diventa l'idolo di Londra. Il Napoli cade (male) a Stamford Bridge: solo applausi per il gruppo, meno per Mazzarri perché....
I tifosi del Chelsea lo avevano accolto con scetticismo, lo stesso dicasi per la stampa inglese. Lo avevano etichettato quasi come un incapace e invece Roberto Di Matteo ha stupito tutti. Tre partite sulla panchina dei Blues, tre vittorie. L'ultima, mercoledì sera a Stamford Bridge, la più importante.
Con Villas Boas in panchina, la squadra inglese aveva perso 3-1 a Napoli, tra le mura del San Paolo. Con Di Matteo in panchina il copione è cambiato. Il risultato pure. Un 4-1 schiacciante, senza possibilità di replica, annienta il Napoli e consegna al Chelsea l'accesso ai quarti di finale. Gli azzurri ci hanno creduto, hanno lottato per quanto possibile. Cavani era l'uomo ovunque, tra attacco e difesa. Ma il divario tra le due squadre è assai ampio. Pretendere di fare la Champions con l'Aronica di turno, con tutto il rispetto per Salvatore, che nel campionato italiano è un pilastro assai importante, è quasi un'eresia. Provate a chiedere a Drogba e compagni per conferma.
Applausi per il Napoli, non per Mazzarri, che anche dopo l'inequivocabile sconfitta non ha riconosciuto i meriti agli avversari, affermando che la sua squadra è stata sfortunata negli episodi. Non si cresce nascondendo le proprie debolezze. Anzi, cercando di migliorarle. Mazzarri è un grande allenatore, se migliorasse questo aspetto diventerebbe uno da top club.


