Ibra apre, Pastore chiude: il PSG vince e convince, 4-1 alla Dinamo Kiev
Il Paris Saint-Germain vuol mettere subito le cose in chiaro e far capire che questa Champions League ha voglia di giocarla da protagonista. A farne le spese è la Dinamo Kiev.
Il pallino del gioco è subito nelle mani della squadra di Ancelotti, che attacca sin dai primi minuti affidandosi al talento e alla velocità di Javier Pastore, alla vena realizzativa di Ibrahimovic e alla capacità di inserirsi sulle palle inattive dei centrali Alex e Thiago Silva.
A vivacizzare la partita ci pensa proprio il Flaco, che al 18' appoggia per Menez e dà vita all'azione dell'1-0 parigino. Il francese vola dritto in area di rigore, viene atterrato e l'arbitro non può far altro che concedere il penalty. Dal dischetto si presenta Zlatan Ibrahimovic, cecchino infallibile: la palla finisce alla sinistra di Koval e lo svedese manda in festa il Parco dei Principi. L'offensiva francese non si placa e al 29' trova il gol pure Thiago Silva. L'ex difensore del Milan riceve palla in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo e una serie di rimpalli, controlla e tira freddando il portiere russo che stasera dà l'impressione di dover recitare il ruolo di vittima sacrificale. Perchè il festival del gol non è certo finito qui. Al 33' Alex viene servito da calcio d'angolo, ha tutto il tempo per controllare la palla e calciare un rasoterra che s'insacca alle spalle dell'incolpevole e desolato Koval. Undici minuti e a regalare sussulti ed emozioni è ancora il PSG. Ci prova Ibra con un tiro di punta dopo una progressione palla al piede, ma questa volta Koval respinge e prova per la prima volta in partita l'ebrezza di parare un pallone calciato da un avversario.
La partita è virtualmente chiusa dopo appena quarantacinque minuti di gioco. Basterebbe finirla qui per sancire la vittoria del PSG, ma bisogna giocarla per novanta minuti. E il copione non cambia, ad attaccare è sempre la squadra di Ancelotti. Con meno verve rispetto al primo tempo, ma con la stessa vivacità di Pastore e Menez, che fanno leva sulle geometrie di Marco Verratti. Ritmi bassi, ma PSG che controlla partita e palla. Timida la reazione della Dinamo Kiev, che non riesce neppure una volta ad impensierire Salvatore Sirigu, al suo esordio in Champions League (aveva invece esordito in Coppa Uefa in occasione di Fenerbahce - Palermo 3-0 il 23 novembre 2006). Ancelotti lo capisce: partita chiusa, pochi motivi per far proseguire Zlatan Ibrahimovic, che al 72' abbandona il campo in favore di Lavezzi. Ma la scena è ancora di Pastore, che al 75' si mette in mostra con un diagonale che mette i brividi a Koval senza però trovare fortuna. Dopo Lavezzi è il turno di Nenè, al 76' esce Menez per favorire l'ingresso del compagno. I minuti scorrono, Sirigu continua ad essere spettatore non pagante fino all'86', quando Miguel Veloso da destra lo fredda con un diagonale che scatena la sua rabbia. Il portiere sardo infatti, alla sua prima notte da Champions, avrebbe voluto mantenere inviolata la sua porta. La risposta del PSG al gol subìto è immediata. Ci pensa Pastore, anche lui al debutto nell'Europa dei grandi. Un diagonale da sinistra batte un colpevole Koval e finisce 4-1.
La strada è ancora lunga, Parigi gode. Milano un po' meno, perché ai tifosi rossoneri sarà venuto un gruppo in gola quando hanno visto che a mandare in festa il Parco dei Principi sono stati due ex milanisti. Soprattutto perché neanche questa sera la squadra di Massimiliano Allegri è riuscita ad ottenere la vittoria tra le mura di casa. Scena e ribalta oggi se la prendono i rossoneri di ieri, pronti a trascinare - oggi - il Paris Saint-Germain e a scrivere pagine di storia in lingua francese.


