Tre giorni europea positiva: stecca solo l'Udinese! Napoli con Cavani sei un'altra squadra. La baby-Inter rimandata
E' stata tutto sommato una tre giorni europea favorevole ai colori italiani quella andata in scena in settimana: Dopo la vittoria con qualificazione del Milan e la vittoria di prestigio della Juventus che tiene i bianconeri in corsa per gli ottavi – basterà un pari a Donetsk con lo Shakhtar – la serata di Europa League regala le qualificazioni ai sedicesimi di Lazio e Napoli, che raggiungono l'Inter, con la sola Udinese che stecca e dice addio per la seconda volta all'Europa.
La squadra di Guidolin torna dalla Russia sconfitta dall'ottimo Anzhi di Eto'o con la consapevolezza che il passaggio del turno non era utopia, specie dopo la vittoria di Anfield, e che tutto si è complicato a causa del doppio scivolone contro lo Young Boys. L'Udinese, rivoluzionata fin troppo in estate, fallisce così ancora una volta in campo europeo: dopo l'eliminazione ai preliminari di Champions per mano di un Braga che si è dimostrato davvero poco cosa – ultimo in un girone che vedeva Manchester United, Cluj e Galatasaray – la squadra friulana fallisce anche nella seconda coppa europea. Guidolin e Pozzo dovranno ora far un serio esame di coscienza per capire dove hanno sbagliato e come rimediare nel caso il prossimo anno si conquisti un nuovo accesso alle coppe europee, sempre che il tecnico veneto dopo l'ennesima delusione continentale non decida di farsi da parte a fine stagione, come più volte ammesso a mezza voce.
Il Napoli, ospite dell'ultima sera del Rasunda, dimostra che con i titolari, o almeno parte di essi, in campo la vittoria in Europa League potrebbe non essere un'utopia. Contro l'Aik falliscono infatti solo le seconde linee – Donadel e Aronica su tutti – mentre i titolari brillano con Cavani su tutti: L'uruguayano dimostra ancora una volta che quando c'è lui al centro dell'attacco la squadra di Mazzarri è un'altra squadra che potrebbe competere con tutte le altre per la vittoria finale. Difficilmente però sarà così visto che l'obiettivo numero uno del club è l'accesso alla prossima Champions League che passa per i primi tre posti in classifica. Per cui tutti gli sforzi e le energie di Cavani e company saranno orientate sulla Serie A con l'Europa League che diventa un impegno da onorare senza sprecare troppo.
La Lazio pareggia nella serata del ritorno di Gascoigne all'Olimpico guadagnando quel punto che serve per mettere al sicuro la qualificazione e non pensare più all'Europa fino a febbraio concentrandosi così sul campionato e su una corsa Champions.
Infine l'Inter che perde in Russia col Rubin Kazan con un punteggio che punisce più del dovuto gli uomini di Stramaccioni che, un po' per convinzione e un po' per necessità, vara una baby-Inter (22 anni di media per gli undici in campo dall'inizio) che viene però rimandata al primo esame sul campo. I giovani Livaja, Romanò, Benassi e Donkor sono un bel segnale per il movimento italiano chiamato all'inversione di tendenza a causa della crisi economica, ma dimostrano di non essere ancora pronti a raccogliere l'eredità dei Milito, Cambiasso, Zanetti e Samuel, ma la strsda è segnata e va nella giusta direzione per la rinascita di un calcio italiano che dovrà sempre più puntare sul proprio vivaio anziché sui prodotti già finiti importati dall'estero.


