Care italiane, dobbiamo parlare
Ed eccoci qui ad analizzare l'ultimo turno europeo delle squadre italiane. E' stata senz'ombra di dubbio una tre giorni negativa, costituita da risultati folklostici. Partiamo dalla “pazza Inter”. Bene, molti tifosi nerazzurri nelle ultime ore, si stanno divertendo ad apostrofare la propria squadra con quel famoso epiteto che la contraddistinse nel periodo manciniano. Chissà cosa avrà pensato Rafa Benitez dopo il terzo gol degli Spurs. Una cosa è certa, questa squadra giocherà anche bene, ma il tecnico spagnolo non è ancora riuscito a dare un'impronta “mourinhiana” alla propria compagine. Subire tre gol in superiorità numerica testimonia un netto calo psicologico. Sarebbe successo tutto ciò con lo Special One? Rafa medita. E passiamo proprio all'ex tecnico dell'Inter. Lezione di tattica al suo collega Allegri in quel di Bernabèu? Nì. Questo Real Madrid sicuramente assomiglia molto al suo mister: squadra coesa,caratterizzata dalle giocate dei suo campioni (Cristiano Ronaldo docet). Ma il Milan non ha superato l'esame europeo e, nello specifico, non l'ha nemmeno superato Massimiliano Allegri. E' vero, fare risultato in casa degli spagnoli non è cosa facile, ma i rossoneri dovrebbero incominciare a capire che nel calcio esiste anche l'equilibrio. Giocare con Ibrahimovic, Pato, Ronaldinho e Seedorf contemporaneamente richiede sacrificio. Che sia giunta l'ora di inserire un centrocampista in più? Capitolo Europa League. Juventus. Un passo avanti contro il Lecce, due indietro contro gli austriaci dello Salisburgo. Pepe, Martinez, Sissoko e Amauri. Ecco il poker dolente della serata bianconera. Il tecnico bianconero Gigi Del Neri ha optato per un massiccio turnover. Ma non ha fatto i calcoli con il ritardo di condizione di alcuni suoi elementi. Le seconde linee in questa partita non hanno funzionato, un consiglio al buon Beppe Marotta: direttore, a gennaio intervenga sul mercato. Pesante bocciatura anche per la Sampdoria. Non per la sconfitta, ma per l'atteggiamento. Troppe occasioni sprecate, superiorità numerica e zero punti. Serata amara e passaggio del turno per il momento compromesso. Palermo. Pesante battuta d'arresto per i rosanero. L'avversario (il Cska) era sicuramente uno dei più ostici da affrontare, ma queste tre reti subite potrebbero anche non avere un aspetto puramente negativo. Fenomeni non si diventa dopo una grande vittoria (Bologna), e brocchi non si diventa dopo una rotonda sconfitta (russi ieri sera). Lavoro ed umiltà. Siamo sicuri che il professore Delio Rossi insegnerà quest'altra lezione ai propri studenti. Infine, il Napoli. Gli uomini di Mazzarri non sono riusciti a battere un Liverpool in crisi. I partenopei sono apparsi leziosi e poco concreti. Hodgson respira. Presidente De Laurentiis, ma non dovevate vincere 2-0?


