Da 'Chi vuol essere milionario?' alla Champions: l’incredibile storia di Valdas Dambrauskas
Il Sabah nella serata di ieri ha conquistato una storica qualificazione alla fase campionato della Champions League. La società azera, a meno di nove anni dalla fondazione, ha raggiunto il prestigioso traguardo per la prima volta grazie a una gara leggendaria: dopo il k.o nell’andata per 2-1, e sotto con il medesimo punteggio in casa, il Sabah ha prima trovato il 2-2 al 74’ e poi ha culminato la propria rimonta al 94’ (sugli sviluppi di un calcio d’angolo, all’ultimo secondo utile) con il gol che ha trascinato la sfida contro l’Hapoel Beer Sheva ai supplementari. Le reti di Mbina e Mickels hanno completato l’opera, fino al 5-2 definitivo. Proprio Mickels — capocannoniere dell’ultima Premier League azera con 19 reti — si è confermato trascinatore firmando ben 4 gol nei preliminari europei. Un’impresa indimenticabile, contraddistinta dalla firma di Valdas Dambrauskas, il primo tecnico lituano a conquistare la fase principale della massima competizione continentale.
Effetto farfalla
Nato nel 1977, Dambrauskas non ha alle spalle una carriera da calciatore professionista. La sua storia in panchina ha un incipit a dir poco particolare: per finanziare i primi studi da allenatore ha sfruttato la vincita (di circa 2.500 dollari) ottenuta nel 2002 partecipando alla versione lituana del noto quiz Chi vuol essere milionario?. Trasferitosi in virtù di questo in Inghilterra, ha studiato Sport Science and Coaching alla London Metropolitan University e mosso i primi passi nelle scuole calcio di Manchester United, Fulham e Brentford. Nel 2007 è arrivata la prima panchina: i Kingsbury London Tigers, nella nona divisione inglese. Da lì è iniziato un lungo girovagare europeo con 12 incarichi diversi e soddisfazioni sempre crescenti: prima in patria (CT delle selezioni giovanili e poi alla guida di Ekranas e Žalgiris), quindi in Lettonia, Croazia, Bulgaria, Grecia, Cipro e Ungheria, arrivando a riempire la propria bacheca con 13 trofei. Nel 2025/26 ha infine centrato il double in Azerbaigian, imponendosi sul quotato Qarabag.
Il mix vincente
Quella del Sabah è una rosa fortemente multietnica: nell’undici titolare sceso in campo nel ritorno del playoff figuravano giocatori di ben undici nazionalità differenti (Kazakistan, Algeria, Guadalupa, Azerbaigian, Polonia, Uzbekistan, Croazia, Giamaica, Serbia, Nigeria e Ruanda). Una cavalcata estiva destinata a rimanere negli annali, quella della squadra di Dambrauskas: partita dal primo turno preliminare, senza mai essere testa di serie, la formazione azera ha eliminato in sequenza TNS, KuPS, Aarhus e appunto Hapoel Beer Sheva, mostrando le qualità di un 4-3-3 (o 4-2-3-1) rapido nelle transizioni. Chi avrebbe mai immaginato che la partecipazione a un quiz televisivo in Lituania nel 2002 e la fondazione di un club in Azerbaigian nel 2017 avrebbero trovato un punto di contatto nella Champions 2026? Lo sport, ancora una volta, riesce a stupire e riscrivere la propria storia.






