Gol, errori e tanto spettacolo al Bernabeu e alla Donbas Arean. Il mercoledì di Champions non delude le attese. Lucescu sulle orme di Lobanovsky
Le gare di Madrid e Donetsk erano attese, per tanti motivi, da tutti gli amanti del calcio e non hanno deluso le attese. Tanto spettacolo, gol e anche qualche errore hanno segnato le due sfide del mercoledì di Champions League. Partite che restano aperte a ogni risultato al ritorno con Manchester United e Borussia Dortmund leggermente in vantaggio in virtù dei gol segnati in trasferta.
La sfida del Bernabeu era considerata una finale anticipata e a livello di intensità di gioco lo è stata, come ammesso candidamente anche da Ferguson. Il Manchester dopo il vantaggio si è però chiuso troppo subendo il gioco di un Real che appare diverso da quello visto in Liga quest'anno, che manca solo di cattiveria e fortuna sotto porta. De Gea – portiere spesso sulla graticola – si erge così a grande protagonista salvando la propria porta in almeno sei occasioni nitide e tenendo così vive le speranze della squadra di Ferguson per il ritorno all'Old Trafford dove lo United dovrà però giocare un'altra partita, meno timida e difensiva se vorrà conquistare i quarti. Il Real non può però fallire l'appuntamento con la coppa, visto che in campionato il Barcellona resta irraggiungibile e la Champions League è l'unico trofeo in grado di salvare la stagione e forse la panchina di Mourinho.
Alla Donbas si affrontano le squadre che finora avevano giocato il miglior calcio in Europa. Lo Shakhtar, nonostante l'addio di Willian, trova in Taison l'ennesimo talento brasiliano in rampa di lancio. L'ex Metalist pare essersi integrato benissimo nella macchina ben oliata di Lucescu sempre più simile al colonnello Lobanovsky che fece grande la Dinamo Kiev di inizio millennio. Dopo quasi nove stagioni sulla panchina dello Shakhtar infatti il tecnico romeno è infatti un'istituzione in tutta l'Ucraina per la capacità di unire risultati e bel gioco, anche grazie alla sapiente commistione fra i talentuosi e indisciplinati brasiliani – tanti e tutti dalla metà campo in su – e i giocatori dell'est europeo di grande solidità e corsa. Un mix che sembra funzionare e che mette in difficoltà una squadra come quella di Klopp che è stata la grande rivelazione della fase a gironi.
Il Borussia nel gelo ucraino soffre, sbaglia, lotta e rimonta fino alla conquista di un pari prezioso che tiene tutto aperto in vista del ritorno al Westfalenstadion. Klopp viene tradito da alcuni dei suoi uomini più fidati come Weidenfeller e Hummels – che poi si fa perdonare nel finale – che commettono diversi errori spianando la strada per due volte al vantaggio ucraino. In avanti brilla invece solo la stella di Gotze, e parzialmente quella di Lewandowski, con Reus che appare fumoso e Blaszczykowski molto impreciso. Se i gialloneri vorranno eguagliare la squadra che nel '97 vinse il titolo, dovranno limare qualche imprecisione difensiva e diventare più cinici in avanti. Problemi evidenziati anche in Bundesliga, dove il Borussia viaggia a -15 dal Bayern Monaco, e che dovranno essere corretti da qui al termine della stagione per non rovinare quanto fatto finora.


