Boateng, El Shaarawy e Messi - Top&Flop di Milan-Barcellona
I TOP
Boateng: E' stato di gran lunga uno dei giocatori più criticati dall'inizio della stagione fino alle 22 circa di stasera, quando con una zampata delle sue ha firmato la vittoria nella gara più importante. Non c'era modo migliore per riappacificarsi con una tifoseria che troppo spesso lo ha criticato forse troppo duramente. Ritrovato.
El Shaarawy: Da libro cuore quando, nel primo tempo, si fa cinquanta metri di campo di corsa per andare a ripiegare in difesa sui portatori di palla blaugrana. Questo lavoro è incredibilmente dispendioso e a risentirne è la lucidità davanti alla porta. Ma Il Faraone si riscatta nel finale con un assist che vale quanto un gol.
Massimiliano Allegri: Gli hanno detto che non capisce un tubo (in termini decisamente meno carini), gli hanno suggerito la formazione e lo hanno delegittimato in tutti i modi possibili. Il tecnico toscano, invece, ha dimostrato sul campo il proprio valore, regalando ai tifosi rossoneri una notte che aspettavano ormai da un po'. Chissà se qualcuno avrà ancora il coraggio di dirgli che non capisce un tubo...
I FLOP
Messi: Quattro volte Pallone d'Oro? Stasera non se n'è visto mezzo... Sarà merito sicuramente del Milan e del pressing operato nei suoi confronti soprattutto da Muntari, ma i fatti dicono che contro una formazione attenta in difesa (qui a San Siro non toccò palla nemmeno contro l'Inter) la Pulce argentina fa davvero molta, molta fatica... Mai un tiro in porta, mai un'occasione degna di nota, giusto una punizione spedita in tribuna. Poco, troppo poco.
Fabregas: Passa 60 minuti a trotterellare per il campo, senza trovare il proprio ruolo né capire esattamente cosa deve fare. Dovrebbe dare ai suoi il cambio di passo, ma di fatto dalle sue parti la manovra blaugrana si spegne.
Il tiki-taka: Se la lezione contro l'Inter non era bastata, oggi il Barcellona ne ha ricevuta un'altra. Con il possesso palla sterile e senza calciare in porta le gare non si vincono. La formazione blaugrana prova a entrare in porta con il pallone e non riesce mai a sfondare il muro rossonero, dimostrando che non è questo il modo di affrontare le formazioni italiane.


