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tmw / championsleague / Storia della Champions
1959-60: La quinta sinfoniaTUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Fornasari
lunedì 22 novembre 2010, 09:00Storia della Champions
di Oreste Giannetta
per Tuttochampions.it

1959-60: La quinta sinfonia

Stabilizzato il numero di partecipanti, la quinta Coppa dei Campioni vede al via numerose pretendenti al trono del Real. Dopo la delusione dell’anno precedente, gli inglesi del Wolverhampton provano a ottenere quel titolo di squadra migliore del mondo che si erano auto-assegnati cinque anni prima. Dall’Italia torna il Milan, che finora è stata la squadra che più di tutte ha fatto soffrire i campionissimi in una finale. I rossoneri, guidati ancora da Gipo Viani, avevano vinto lo scudetto dopo un lungo testa a testa con la Fiorentina. Decisivo l’apporto del giovane José Altafini, appena arrivato dal Brasile e già con un titolo di campione del mondo in tasca. Per lui 28 gol e secondo posto in classifica marcatori alle spalle del recordman Angelillo, con 33. L’avversario più insidioso, però, le merengues stavolta sembrano averlo in casa propria. Il campionato spagnolo è stato infatti vinto dal Barcellona di Helenio Herrera, una squadra che sembra voler seguire la strada battuta dagli odiati cugini. Oltre al capitano, Luis Suarez, vantano fuoriclasse del calibro di Laszlo Kubala e di due ex compagni di Puskas, anch’essi fuggiti dall’Ungheria nel 1956, Zoltan Czibor e “Testina d’oro” Sandor Kocsis.
Nel preliminare la formalità CSKA Sofia viene sbrigata senza problemi, con doppia tripletta di Kubala e del brasiliano Evaristo. Non soffre nemmeno il Milan, che pareggia in casa dell’Olympiakos grazie alla doppietta di Altafini (subito a suo agio sul palcoscenico europeo) per poi lasciare la scena a Giancarlo Danova al ritorno. Tripletta per il pupillo dei tifosi e greci a casa. In questo primo turno impressionano i Rangers, che ne rifilano sette all’Anderlecht, mentre faticano i Wolves. Gli inglesi perdono 2-1 a Berlino Est contro il Vorwarts, salvo rimediare con un 2-0 al Molineux.
Il sorteggio degli ottavi è crudele col Milan, che viene accoppiato al Barcellona. I rossoneri non hanno scampo già all’andata, battuti a San Siro per 2-0 col secondo gol di un Suarez che già sente aria di derby. Peggio va al Camp Nou, visto che i catalani dominano dall’inizio alla fine imponendosi per 5-1 e diventando a questo punto ufficialmente la principale antagonista ai tetracampioni. Che dal canto loro vanno sul morbido, allenandosi contro i lussemburghesi del Jeunesse, mentre anche il Wolverhampton tiene fede alle promesse eliminando la Stella Rossa con un secco 3-0 casalingo.
Gli inglesi si fermano però ai quarti, altra vittima illustre di un Barcellona che sembra non conoscere rivali. Significativo il 4-0 in Catalogna, ma ancor di più l’umiliante 5-2 che rifilano a domicilio ai Wolves, con poker di Kocsis. Marcia a corrente alternata, invece, il Real. Sconfitti per 3-2 a Nizza, i bianchi sistemano tutto in casa con un tranquillo 4-0, ma sembra veramente vicino il loro spodestamento. A far compagnia alle due grandi contendenti restano i Rangers, dopo un doppio 3-2 allo Sparta Rotterdam, e i tedeschi dell’Eintracht Francoforte, di misura sul Wiener SC.
Il teatro della grande sfida che tutta Europa attende sono le semifinali. Per il terzo anno consecutivo sulla strada del Real Madrid si piazza una formazione spagnola, ma mai come in questo caso i madrileni sono stati considerati sfavoriti. Urge una prova di forza e sono proprio i due uomini simbolo a darla. Al Bernabeu Di Stefano apre e chiude le danze, con nel mezzo il sigillo di Puskas e la rete della bandiera catalana del centravanti della nazionale Eulogio Martinez. Identico risultato al ritorno, con la doppietta del “Colonnello” intervallata dalla rete di Gento, prima che Kocsis segni il gol dell’onore allo scadere. Ancora una volta, quando tutti li davano per finiti, i giganti bianchi hanno saputo confermarsi i migliori. In finale troveranno l’Eintracht Francoforte, prima rappresentante non del calcio latino ad approdare all’atto conclusivo. I tedeschi, che fin qui non avevano impressionato, sommergono i Rangers sotto dodici gol, sei all’andata e sei al ritorno. Battuto quello che sembrava l’avversario più difficile, il Real se ne ritrova a sorpresa uno insidiosissimo.
La finale si gioca a Glasgow e all’Hampden Park si registra il record tuttora imbattuto di spettatori in una gara di Coppa dei Campioni: 135000. La forza fisica dei tedeschi sembra, secondo i commentatori, poter mettere in difficoltà i madrileni, infinitamente più tecnici ma ormai avanti con l’età. Ancora una volta le speranze di un cambio della guardia resteranno disattese, anche se l’inizio sembra andare in quella direzione. A sbloccare il risultato è infatti l’ala destra tedesca, Kress, con un tocco sotto misura, ma l’illusione non dura nemmeno dieci minuti. È come al solito Alfredo Di Stefano a caricarsi i suoi sulle spalle e ribaltare la situazione già alla mezzora, con due reti di rapina, complice una difesa avversaria decisamente poco in palla. A questo punto sale in cattedra Puskas, alla sua prima finalissima dopo aver saltato la precedente per infortunio. L’implacabile fuoriclasse ungherese firma un poker di reti a cavallo dei due tempi che entra nella storia. Nessuno, ancora oggi, è riuscito a replicare questo exploit, che gli permette anche di primeggiare in classifica marcatori con 12 gol in 7 partite. Nel finale i tedeschi si rianimano, firmando due rete con Stein grazie al rilassamento degli spagnoli, mentre Di Stefano chiude la festa confezionando la sua tripletta con un destro dal limite imprendibile. La “Saeta Rubia” è al settimo gol nelle cinque finali disputate, nelle quali è sempre andato a segno. Il pokerissimo del Real va dunque in archivio con la finale con più gol nella storia della competizione. Difficile immaginare una squadra in grado di fermare il filotto delle merengues, che sembrano sempre in grado di rialzarsi quando quasi tutti li vedono vicini a deporre la corona.
 

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