Il tiki-taka di Guardiola non dà alcun frutto e scatena le ire di Kaiser Franz. Vince il calcio italiano di Ancelotti
Anche nella seconda semifinale di Champions League vince il calcio all'italiana fatto di solidità difensiva e rapide ripartenze in contropiede. Se però ieri a Mourinho e il suo Chelsea l'opera era riuscita solo a metà col pareggio a reti inviolate contro l'Atletico, questa sera il Real Madrid di Ancelotti porta a casa una vittoria preziosa contro i campioni in carica del Bayern Monaco, vittoria che poteva essere anche più rotonda se Ronaldo e Di Maria non si fossero mangiati un'occasione nitida a testa. Il tanto osannato tiki-taka che Guardiola ha importato a Monaco, e che ha dato i suoi frutti finora, appare impotente di fronte all'attenzione e alla disposizione difensiva del Real Madrid che chiude ogni varco e non si fa mai prendere d'infilata dal lento palleggio dei bavaresi incapaci di accelerare i ritmi dell'azione e verticalizzare con pericolosità. La coppia Pepe-Ramos è impeccabile e annulla un attaccante di spessore come Mandzukic, mentre i terzini Carvajal e Coentrao disinnescano due ali pericolose come Ribery e Robben rendendo infruttuosa la manovra degli avversari. Xabi Alonso invece giganteggia in mezzo al campo al cospetto di Schweinsteiger e Kroos con il solo Lahm, per di più fuori ruolo, che riesce a tenere botta e non crollare al cospetto degli avversari. Ancelotti può così godersi una vittoria che lo lancia verso una finale che potrebbe valere la tanto agognata Decima anche se all'Allianz Arena non sarà una passeggiata.
Guardiola avrà invece di che ragionare visto che la sua squadra dopo la vittoria della Bundesliga ha rallentato in maniera preoccupante e perso determinate certezza. La difesa si è fatta più fragile e distratta, come si è visto anche oggi, specialmente se attaccata in velocità con Boateng che ha spesso ballato al cospetto di Benzema. Centrocampo e attacco palleggiano, palleggiano e palleggiano ancora, ma non trovano mai lo sbocco al tiro se non su giocate individuali che portano pochi frutti. Il catalano inoltre dovrà fronteggiare anche i nemici interni come il presidente onorario Franz Beckenbauer critico da tempo per il gioco espresso dalla squadra e che non ha usato mezze misure nell'intervallo attaccando il possesso sterile del Bayern e spiegando che così non si può pensare di andare avanti. Guardiola ha una settimana per ribaltare tutto e rispondere sul campo anche alle critiche del numero uno bavarese e lanciare la sua squadra verso il secondo Triplete consecutivo.


