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ERAN ZAHAVI: l'uomo che si è ritrovato in mezzo agli antichi rivali ed ora sogna in grandeTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
sabato 12 settembre 2015, 11:00Champions League
di Filippo Maggi
per Tuttochampions.it

ERAN ZAHAVI: l'uomo che si è ritrovato in mezzo agli antichi rivali ed ora sogna in grande

L'isreaeliano, attuale capocannoniere della Champions League, vanta una passato in Italia non felicissimo ed una storia davvero particolare

Sette gol in cinque gare di Champions League, tre reti in due apparizioni nel massimo campionato israeliano: questo, in numeri, l’inizio stagione di Eran Zahavi.
Dopo qualche anno di assenza dal tabellone principale della Champions League il suo Maccabi Tel Aviv potrà tornare a girare l’Europa, disputando sfide sulla carta assai difficili contro club di caratura e prestigio superiore.
Tutto ciò grazie alle reti del suo fantasista e capitano, che è diventato un autentico trascinatore degli uomini allenati dal serbo Jovanovic.
Questa bella favola calcistica sarebbe sembrata molto difficile qualche anno fa, essendo Zahavi cresciuto nel settore dell’altra squadra molto conosciuta nella città più popolosa in terra israeliana (l’Hapoel di Tel Aviv).
Squadra tifata perlopiù dagli arabo-israeliani, vide Eran imporsi tra le sue fila dopo due anni in prestito nella serie cadetta tra le fila del Rishon LeZion.
Poi il ritorno da titolare alla casa madre, dove colleziona successi e buone prestazioni, che gli valgono anche l’attenzione del ct della nazionale Luis Fernandez (uno dei perni della Francia ai tempi di Micheal Platini).
In tre anni ottiene un campionato, due coppe d’Israele e due secondi posti, segnando anche in alcune gare in cui andare in gol vale davvero doppio.
Nell’estate 2011 approda in Italia, al Palermo. Orfano di Pastore e Nocerino, il team di Zamparini vuole dare continuità al grande campionato dell’anno precedente, senza dimenticare la prima storica qualificazione europea per la squadra rosanero, che disputerà l’Europa League.
Le aspettative sono parecchie e si intravedono lampi di un discreto calciatore. Lo spazio, però, non sempre c’è, anche perché la squadra alterna momenti ottimi a giornate di totale inefficienza.
Qualche apparizione da titolare, subentrato il più delle volte e un po’ di panchina.
Il secondo anno sarà invece parecchio negativo, lo vedrà spesso infortunato e comunque quasi mai impiegato, vista anche l’incompatibilità delle sue caratteristiche con il modulo di mister Gasperini.
A gennaio Zahavi fa ritorno nel proprio Paese natale, scegliendo il Maccabi, il club meno amato dai tifosi del club che lo ha svezzato e lanciato nel calcio che conta.
Qui esplode in maniera meravigliosa, segnando ben 80 reti in 107 gare segnate finora.
Il suo rendimento è andato sempre più in crescendo, con il suo contributo che è diventato sempre più di fondamentale importanza per i sostenitori del club, che lo hanno ovviamente eletto a beniamino.
Chi non sembra  amarlo più sono i supporter dell’Hapoel: a dimostrarlo l’episodio dello scorso novembre, un’aggressione durante un derby subita da un tifoso del suo ex club.
Oltre il danno la beffa, Zahavi ha reagito ed è stato pure cacciato dal campo, prima che la gara venisse sopesa e arrivassero 10 arresti tra i tifosi nei giorni successivi.
Ora è diventato molto importante e titolare fisso anche in nazionale, completandosi molto bene con l’altro grande talento israeliano del momento, Natcho (Rubin Kazan).
E pazienza se non tutti lo amano, a Palermo o a Tel Aviv che sia, Zahavi è pronto a regalare emozioni.
Per adesso è il cannonniere della Champions, sta agli altri riprenderlo….

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