Real Madrid, Fabio Pecchia chiarisce il fallimento Benitez
"Ci hanno mandato via sul più bello. Quando non avevamo infortunati e ci aspettavano 6 partite abbordabili, 4 in casa, e impegni solo nel fine settimana. Tempo e condizioni per lavorare e crescere bene", si apre così l'intervista di Fabio Pecchia a 'La Gazzetta dello Sport'.
L'allenatore in seconda di Rafael Benitez, prima al Napoli e successivamente al Real Madrid, spiega qual'è stato il problema con la squadra: "C’erano attriti comuni a qualsiasi spogliatoio, niente di straordinario. I giocatori non hanno gradito il licenziamento di un tecnico, Carlo Ancelotti, col quale avevano vinto e trovato grande affinità, e siamo partiti di rincorsa".
Quindi l'ex calciatore si è espresso sul match di domani sera: "Sfida aperta, anche se c’è un favorito chiaro ed è il Real Madrid. La Roma è in crescita ma non so se un mese è stato sufficiente a Spalletti per far passare la propria idea di fronte a un ostacolo così alto. Luciano deve ridare un’identità alla squadra, e i tempi sono stretti".
Pecchia si lascia andare a qualche consiglio per la squadra giallorossa: "Il Real si può battere con la velocità di Salah, Perotti ed El Shaarawy per esempio. La forza di Dzeko e la classe di Pjanic. E con l’attenzione in difesa. In questo momento per la Roma sono più importanti i singoli del collettivo perché l’allenatore è arrivato da poco. Bisogna togliere la palla al Madrid, e fare attenzione a quando la si perde".
Infine l'allenatore si sofferma su un dato importante: "Il Real è abituato a giocare certe partite, è animale molto europeo, mentre la Roma avrà sicuramente nella testa le sconfitte col Barça e col Bayern di un anno fa. Risultati che possono pesare psicologicamente, ma Spalletti è la persona giusta per lavorare sulla testa dei giocatori. Io l’ho avuto alla Samp e ho il ricordo di un allenatore davvero preparato".


