Salvate il gigante Dzeko! Viaggio nella crisi del bosniaco
Contro ogni previsione la stagione della Roma può già essere considerata un clamoroso fallimento: a gennaio la squadra giallorossa è ampiamente fuori dalla lotta scudetto ed ha detto addio alla Coppa Italia agli ottavi di finale contro Lo Spezia. Il cambio in panchina, con l’avvicendamento tra Garcia e Spalletti, non ha portato i risultati sperati: i capitolini non riescono ad uscire dal tunnel in cui si sono infilati dalla sconfitta contro l’Inter. Da allora sono arrivati solamente due successi in 13 incontri e la squadra si è lentamente lasciata andare. I giallorossi sembrano spenti, abulici, a tratti svogliati e scoraggiati. Alla minima difficoltà la Roma si è sciolta, incapace di abbozzare una timida reazione.
Il simbolo del naufragio è sicuramente Edin Dzeko. Il centravanti bosniaco è arrivato a Roma, grazie anche alla sponsorizzazione dell’amico e connazionale Miralem Pjanic. Il suo impatto con il pubblico giallorosso è stato positivo: in estate ha incantato con giocate promettenti nelle amichevoli ed il suo gol nella vittoriosa sfida contro la Juventus ha fatto sognare in grande i romanisti. Quell’incornata vincente sembrava spalancare le porte del trionfo alla Roma ed il bosniaco appariva come il centravanti capace finalmente di raccogliere la pesante eredità del Re Leone Gabriel Omar Batistuta e di sostituire il capitano Francesco Totti.
I mesi successivi hanno smentito le previsioni estive: Dzeko si è lentamente spento insieme alla squadra di Garcia. Non è mai stato protagonista e non ha mai fatto la differenza. Inizialmente si pensava che fosse un problema temporaneo o dettato dallo scarso equilibrio della compagine giallorossa ma, anche quando la Roma sembrava in giornata, il bosniaco non è mai apparso realmente inserito nel meccanismo della squadra. Le ultime prove incolori hanno confermato la sua crisi: il gigante ex Manchester City non riesce a tenere la palla, non cambia mai passo, difficilmente salta l’uomo e, soprattutto, non è più lucido sotto porta. Il tocco magico dei tempi d’oro tra Wolfsburg e Citizens sembra sparito.
Le ragioni di questa crisi possono ricercarsi sia sotto l’aspetto fisico, con una preparazione molto approssimativa, sia sotto l’aspetto mentale. Il giocatore è in difficoltà e non riesce e trovare un modo per risollevarsi. La squadra non lo aiuta, facendogli avere pochissimi palloni realmente giocabili. Il compito di Spalletti sarà proprio quello di coinvolgere maggiormente il bosniaco all’interno del gioco e di ricostruirlo mentalmente. Solo quando la Roma avrà ritrovato il suo gigante buono potrà sognare in grande.


