Magia El Shaarawy: l'inizio della ripresa?
Forse nemmeno lui si immaginava un esordio del genere. Stephan El Shaarawy è arrivato a Roma accompagnato da diversi dubbi e da tanto scetticismo sul suo possibile contributo. Inizialmente il tecnico giallorosso Luciano Spalletti non sembrava intenzionato a schierarlo titolare nella sfida contro il Frosinone ma alla fine ha deciso di dare spazio al suo nuovo acquisto. Il primo tempo, in effetti, ha ricordato le ultime prestazioni opache del Faraone, intristito dalle ultime stagioni inconcludenti al Milan e dall’esperienza al Monaco, conclusa con tanto veleno. Nella prima frazione il nuovo acquisto giallorosso non ha incantato. I suoi spunti non hanno lasciato il segno e spesso le sue iniziative sono apparse infruttuose. Nella ripresa il Faraone è salito in cattedra: colpo di tacco con avvitamento su sé stesso e palla nell’angolino, alla destra di Leali. Un gol pazzesco che ha spazzato via il malumore del popolo giallorosso e ha rivitalizzato una serata che stava scadendo nella mediocrità per la scarsa vena di una Roma apatica.
In molti se lo chiedono: è la rete della rinascita di El Shaarawy? È sicuramente troppo presto per dirlo. Già in altre occasioni il talentuoso ragazzo ligure aveva dato l’impressione di aver trovato la strada giusta per esplodere definitivamente ma in seguito si era spento malamente, immalinconendo in panchina. Con la Roma non deve succedere. Lo spera il Faraone, che è consapevole di non poter sprecare altre grandi occasioni. Lo spera Spalletti, che potrebbe avere la ricetta giusta per ridare il sorriso ad El Shaarawy ed al popolo giallorosso. Tra l’altro nel 2003 un altro neogiallorosso si presentò all’Olimpico con un colpo di tacco decisivo: era Amantino Mancini, brasiliano esploso definitivamente con la gestione del tecnico di Certaldo. Sono ricorsi storici richiamati alla mente dei tifosi romanisti: che l’impatto di Spalletti sulla carriera del giovane ex rossonero possa imprimere la stessa svolta portata a suo tempo nella vita calcistica di Mancini? In effetti la collocazione tattica di entrambi i giocatori nello scacchiere del tecnico giallorosso presenta un’analogia: entrambi devono aggredire gli spazi che si creano con il movimento della punta. Tuttavia va detto che El Shaarawy tende a ricercare maggiormente il dialogo con il centravanti rispetto all’ex romanista, diventando sia assist man che goleador. Inoltre è maggiormente estroso e tende a variare le soluzioni offensive. La vera sfida di Spalletti sarà riuscire a recuperare il giocatore mentalmente e a renderlo finalmente un campione a tutto tondo. Finora il ragazzo si è confermato un diamante grezzo da lavorare ma non è mai esploso definitivamente. La Roma attende e spera: se il talento ligure maturerà definitivamente, sarà il più grande rinforzo per i giallorossi in vista della prossima stagione.


