Calciomercato, sessione invernale povera!
Il colpo più redditizio in Serie A, fuori del circuito dei club di prima fascia, l’ha piazzato il Chievo che ha realizzato una plusvalenza di 10 milioni con la vendita del centravanti Paloschi ai gallesi dello Swansea. Per il resto, la sessione invernale 2016 è stata un vero mercato di riparazione, come veniva battezzata un tempo. Una finestra sfruttata principalmente per colmare i buchi in organico o rinfoltire rose risultate inadeguate nella prima parte del campionato, con l’equilibrio dei conti a fare da bussola. Per scelta in qualche caso, per necessità nella maggior parte degli altri casi, con una girandola di operazioni che ha magari mutato sensibilmente la fisionomia di molti team (Carpi, Atalanta, Genoa, Verona, Palermo, Samp), ma ha prodotto uno scarso flusso di denaro. Le quasi 400 operazioni messe a punto, divise più o meno equamente tra entrate e uscite, hanno generato infatti un surplus di una decina di milioni (con spese complessive intorno agli 80 milioni). Tanto per farsi un’idea della “parsimonia” che ha ingessato i club tricolori basti pensare che per ogni acquisto è stato staccato in media un assegno di 400 mila euro.
Se l’oscar dell’affare del calciomercato invernale 2016 va al Chievo, la protagonista in assoluto è stata la Roma. Un mai tanto discusso Walter Sabatini, regista di circa 200 milioni di plusvalenze messe assieme nelle ultime quattro stagioni, ha piazzato Iturbe al Bournemouth (con un prestito di 2,2 milioni associato a un diritto/obbligo di acquisto al sorgere di determinate condizioni) e ha fatto cassa spedendo l’ivoriano Gervinho, pupillo del destituito tecnico francese Garcia, ai cinesi dell’Hebei Fortune Fv per 18 milioni (più 1 di bonus). Il club di Trigoria si è poi liberato dell’ingaggio dello svincolato inglese Cole e di quello di Doumbia, dato in prestito in Premier. Da queste operazioni Sabatini potrebbe ricavare un gruzzoletto totale di 35 milioni (ipotizzando un prezzo di cessione di Iturbe intorno ai 15 milioni).
Fondi dirottati su una strategia di rafforzamento del team affidato al nuovo tecnico Spalletti. Dal Milan è stato prelevato El Shaarawy. Il prestito semestrale costerà 1,4 milioni e l’acquisto a giugno 13 milioni. L’attacco è stato puntellato con l’argentino Diego Perotti per il quale la Roma verserà al Genoa un milione per il prestito e 9 milioni per il riscatto a giugno. Dalla Sampdoria è arrivato il difensore bosniaco Zukanovic. Anche questo colpo strutturato sul prestito semestrale (1,2 milioni) più il diritto di acquisto condizionato al sorgere di determinate condizioni per 2,8 milioni. Il bilancio del mercato potrebbe dunque chiudersi in sostanziale pareggio (o con un profitto dipendente dall'apprezzamento del cartellino di Iturbe).
Le due regine della Serie A hanno scelto strategie diverse a gennaio. L’inarrestabile Juventus di Allegri ha comunicato i dettagli di una sola operazione, l’acquisto di Mandragora dal Genoa per 6 milioni, più altri 6 milioni di bonus legati al raggiungimento di determinati risultati. Il leitmotiv degli investimenti sui giovani italiani è stato perseguito anche accompagnando le strategie del Sassuolo, con cui il club bianconero ha un ormai un più che consolidato legame, che ha speso circa 8 milioni per assicurarsi i talenti dell’attaccante ex Avellino Trotta (2,8 milioni) e del regista cesenate Sensi (5 milioni), una delle rivelazioni della Serie B.
Il Napoli che avrebbe potuto attingere a una riserva da 50 milioni di euro (come da bilancio al 30 giugno 2015) ha tentato in tutti i modi di ingaggiare il difensore Maksimovic del Torino e un centrocampista di caratura internazionale come Andrè Gomes, Kramer o Herrera. Ma le richieste da capogiro dei club proprietari dei cartellini hanno spento gli entusiasmi del presidente De Laurentiis che ha optato per il piano B, alleggerendo la rosa con i prestiti di De Guzman (Carpi), Zuniga (Bologna), Dezi (Bari) e la cessione di Henrique in Brasile (2 milioni) e mettendo in cascina risparmi semestrali sugli stipendi per oltre 5 milioni.
La fiche più pesante il Napoli l’ha poi giocata sul promettente centrocampista dell’Atalanta Grassi (8 milioni più 2 di bonus) e sulla “scoperta” sarriana Vasco Regini (difensore di piede sinistro da riadattare a centrale) preso in prestito dalla Sampdoria con opzione per il riscatto fissato a 2 milioni. In questo modo, certamente si è salvaguardata la cassa in vista del mercato estivo (anticipato con le opzioni su alcuni talenti dell’Atalanta, con la mossa Gnahorè spedito a farsi le ossa). Resta il dubbio, tuttavia, sulla completezza dell’organico e la sensazione che per le sfide decisive in Italia e in Europa si sarebbe potuto e dovuto osare di più.
Dopo la società giallorossa quella più attiva sul mercato di riparazione è stata senz'altro la Fiorentina. I Viola hanno messo sotto contratto Tello (in prestito dal Barcellona), Zarate (prelevato dal West Ham per 2 milioni), Tino Costa (in prestito dallo Spartak Mosca per 0,5 milioni), Andres Schetino dal Fenix (il cartellino è costato 3,5 milioni), Yohan Benalouane, difensore del Leicester ex Parma ed Atalanta (prestito oneroso per circa 300.000 euro e riscatto fissato intorno ai 7 milioni) e Panagiotis Kone (centrocampista dell’Udinese che approda a Firenze in prestito con diritto di riscatto).
Gli investimenti per rinsaldare l’organico affidato a Paulo Sousa, tempestato dagli infortuni, sarebbero potuti essere anche più consistenti, ma il River Plate ha rifiutato l’offerta da oltre 4 milioni per il difensore Mammana. Gran parte dei soldi utilizzati per gli acquisti sono stati ottenuti grazie alle cessioni di Mauro Suarez al Watford per 5,3 milioni e di Matos all’Udinese per 3,5 milioni. In uscita anche gli attaccanti Giuseppe Rossi e Rebic in prestito, rispettivamente, al Levante e all’Hellas Verona. Destinazione quest’ultima scelta anche per l'esterno brasiliano Gilberto.
Il mercato delle milanesi, attendiste e quanto mai oculate, è appena sopra la sufficienza. L’Inter, dopo gli esborsi e le dilazioni che hanno contrassegnato la sessione estiva 2015, con formule che hanno provocato un esame accurato da parte della Uefa, si è mossa più che mai con il bilancino. In sostanza, il club nerazzurro ha girato i 13 milioni ottenuti dallo Shanghai per il colombiano Guarin alla Sampdoria per assicurarsi le prestazioni di Eder (2 milioni per il prestito biennale e quasi 11 per l’acquisto a titolo definitivo condizionato a una serie di parametri). Dodò e Ranocchia sono andati in prestito alla Sampdoria, Alvaro Pereira è stato girato all’Estudiantes per 2,5 milioni, mentre per giugno è stato prenotato dal Siviglia il centrocampista argentino Banega.


