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Stoickov, il bulgaro che ha conquistato Barcellona
sabato 10 settembre 2016, 10:27Champions League
di Vincenzo Siciliano
per Tuttochampions.it

Stoickov, il bulgaro che ha conquistato Barcellona

Hristo Stoičkov nasce a Plovdiv l'8 febbraio 1966: è un ex calciatore bulgaro ed ora è allenatore di calcio.

Cresciuto nel Maritsa Plovdiv, Stoičkov si fece notare nelle file del CSKA Sofia con cui fu capocannoniere del campionato bulgaro 1988-1989 con 23 gol, e di quello successivo con 38 gol in 30 partite in cui vinse anche il campionato bulgaro, la Coppa di Bulgaria e la Scarpa d'oro. Nel 1985, Stoičkov realizza quattro gol nella finale d'andata della Coppa di Bulgaria contro gli storici rivali del Levski Sofia, incontro vinto per 5-0. Nella sfida di ritorno, scende in campo con il provocatorio numero 4: a fine partita è coinvolto in una rissa che costringe il partito comunista bulgaro a sciogliere le due società e a sanzionare i colpevoli, tra i quali anche Stoičkov, inizialmente radiato, ma infine punito con un anno di squalifica, poi ridotto a sei mesi, a causa del quale salta il Mondiale del 1986 in Messico. Nella Coppa delle Coppe del 1989 s'impone come capocannoniere con 7 marcature, portando il CSKA fino alla semifinale, persa per 6-3 nel doppio confronto contro il Barcellona di Johan Cruijff, che nota il giovane talento bulgaro.

Proprio l'olandese vuole fortemente il blugaro ed il Barcellona lo accontenta nell'estate del 1990. Anche in Spagna mette in mostra il suo carattere piuttosto aggressivo: durante la finale di Coppa di Spagna contro il Real Madrid, in seguito all'espulsione di Cruijff, Stoičkov da un pestone all'arbitro Urizar che, rimasto infortunato per qualche minuto, è medicato dal massaggiatore del Barcellona.  A fine partita gli è comminata una squalifica di sei mesi, ridotta poi a 10 partite. Dopo qualche anno diviene l'idolo dei tifosi Blaugrana e leader indiscusso della squadra, sfiorando anche il Pallone d'oro 1992. Nel '94 raggiunge la finale di Champions League nnel quale il Barcellona affronta il Milan perdendo per 4-0 a favore dei rossoneri: a fine conquista il Pallone d'Oro. Termina la sua prima esperienza Bluagrana vincendo quattro scudetti e una Coppa dei Campioni, nel 1992.

Nonostante nel corso degli anni sia rimasto un suo grande estimatore, durante il 1992 i rapporti tra Cruijff e il bulgaro s'incrinano fino a deteriorarsi nel 1995,  a causa dei continui atteggiamenti conflittuali e di alcune distrazioni tattiche da parte di Stoičkov: il 2 luglio del '95 il Parma acquista Stoickov. Durante un'amichevole precampionato s'infortuna a una gamba. Nevio Scala decide di usarlo come centravanti nel 4-3-3 ma, fin dalla sua prima presenza, Stoičkov è relegato a "riserva d'onore" di Filippo Inzaghi e Gianfranco Zola, non riuscendo a incidere all'esordio contro l'Atalanta (1-1), nonostante segni anche un gol. Durante quella che è considerata la miglior partita stagionale del bulgaro, contro l'Inter, dopo aver segnato la rete del vantaggio nei primi minuti viene sostituito a partita in corso da Scala, consentendo agli avversari di raggiungere l'1-1. A fine stagione conta 23 partite e 5 gol (più 2 gol in Coppa delle Coppe), vivendo una stagione incolore e sotto le aspettative. La sua esperienza italiana termina dopo una sola stagione.

Ritornato a Barcellona per circa 4,5 miliardi di lire il 14 luglio 1996, il bulgaro riesce a intendersi con Ronaldo, nonostante parta frequentemente dalla panchina. Dopo aver avuto dei dissapori con van Gaal, alla scadenza del biennale, nel gennaio del 1998 torna in patria, al CSKA Sofia, dove colleziona poche presenze prima di trasferirsi in Arabia Saudita, con l'Al-Nasr, e poi in Giappone, vestendo la maglia dei Kashiwa Reysol: nel paese del Sol Levante, totalizza 28 presenze e 13 reti, vincendo una Coppa dell'Imperatore. Chiude la carriera negli Stati Uniti d'America, disputando tre stagioni con i Chicago Fire (17 gol in 51 partite di campionato) e una con i D.C. United, con i quali vince un campionato statunitense. Si ritira dal calcio giocato nel 2003.

Con la maglia della Bulgaria gioca per 13 anni diventandone il capitano: il massimo traguardo raggiunto con la sua nazionale è un quarto posto ai mondiali del '94.

Nel 2003 Stoičkov inizia la carriera da allenatore. Inizia ad allenare squadre giovanili e poi il 15 dicembre diviene assistente tecnico del Barcellona. Dopo le tre sconfitte consecutive agli Europei del 2004 il CT della Nazionale bulgara Plamen Markov si dimette e il 15 luglio dello stesso anno Stoičkov è scelto per sostituirlo, firmando un biennale. Nel settembre del 2005 accusa il presidente dell'UEFA Lennart Johansson d'aver truccato l'incontro Svezia-Bulgaria, conclusosi 3-0, a favore dei padroni di casa, venendo denunciato dal dirigente svedese. Pochi giorni dopo la federazione bulgara è costretta a fare delle scuse ufficiali a Johansson. Il 10 aprile 2007 Stoičkov si dimette a causa dei risultati negativi e diviene il nuovo allenatore del Celta Vigo. A fine stagione, nonostante la retrocessione in Segunda Division, Stoičkov è riconfermato, rimanendo in carica solo fino all'8 ottobre 2007, quando è esonerato a causa di un inizio di campionato negativo. Dopo l'esonero comincia a lavorare come opinionista sportivo della televisione catalana. NEgli anni successivi ha breve esperienze sulle panchine del Mamelodi Sundowns,  Litex Lovech e CSKA Sofia.

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