Samuel Eto'o, altro che Ibrahimovic...
Un'altra, l'ennesima, conferma. Ancora una volta Samuel Eto'o, protagonista e trascinatore di una Inter infinita capace di portare a casa una qualificazione ai quarti di finale di Champions League per tutti inimmaginabile dopo il primo tempo.
Il merito del trionfo all'Allianz Arena è soprattutto suo, di quel camerunese che ha fatto fuoco e fiamme della difesa bavarese portando momentaneamente in vantaggio l'Inter e orchestrando nella ripresa la rimonta con i due suggerimenti per Wesley Sneijder e Goran Pandev.
Quando c'è bisogno di un leader in campo europeo chi meglio di lui. Tre Champions all'attivo, capace di arrivare sul tetto d'Europa sia da protagonista – come accaduto a Barcellona – che da comprimario di lusso, come successo lo scorso anno all'Inter, con i suoi ripiegamenti difensivi che già hanno fatto storia.
Anche in questa stagione il suo apporto in campo continentale è stato fondamentale. Con un Diego Milito in meno, è stato lui a trascinare l'Inter fino ai quarti di finale di Champions League: sette gol in sei partite della fase a gironi, poi la rete in Germania contro un Bayern Monaco già sicuro di avere in tasca la qualificazione dopo il successo ottenuto a Milano tre settimane fa con la rete di Mario Gomez.
Rendimento mostruoso quindi, nulla a che vedere con quanto fatto finora in Europa da Zlatan Ibrahimovic. Da un lato tre Champions League vinte, dall'altro due soli gol dopo la fase a gironi. Un confronto che nemmeno esiste insomma. Perché se è vero che Ibrahimovic trasforma in oro tutti i campionati a cui prende parte, è ancor più vero che Samuel Eto'o è in possesso di una personalità e una consapevolezza in campo europeo che lo svedese ha dimostrato tra Juventus, Inter, Barcellona e Milan di non sapere nemmeno dov'è di casa.
I tifosi interisti sono felici così. Si godono il loro Samuel Eto'o. Altro che Zlatan Ibrahimovic...


