Barça perfetto, Marcelo non basta: Real a casa, blaugrana a Wembley!
BARCELLONA-REAL MADRID 1-1 (Pedro; Marcelo) AGGREGATE 3-1
MOU NON C'È, LE SORPRESE SÌ - Qui Barcellona, semifinali di Champions League, la notte del Clasico. Non una notte qualsiasi, anzi forse quella più attesa degli ultimi anni in Spagna, forse insieme all'impresa Mundial. Il Real Madrid si presenta al Camp Nou già dato per spacciato da chiunque dopo lo 0-2 casalingo condito da un'inferno di polemiche per l'espulsione di Pepe, risponde il Barcellona nel catino blaugrana per non avere pietà di chi ha infamato il gruppo più vincente del nuovo millennio, così da completare l'opera in questo ritorno che parte con una tensione alle stelle, ma con una qualificazione già in tasca - o quasi - al buon Guardiola. E allora, come prevedibile, il tecnico spagnolo non cambia il suo undici: Puyol resta adattato a sinistra con Abidal che torna in panchina dopo aver spazzato via l'orrendo tumore incombente tra i provati plausi del Camp Nou, scala centrale Mascherano al fianco di Piqué con l'inossidabile Alves a destra. Torna Iniesta nell'orchestra in mediana al fianco di Xavi e del teatrante - come è stato definito dalle parti della casa blanca - Busquets, poi i tre moschettieri Pedro, Villa e D'Artagnan Messi. José Mourinho, invece, dopo aver scatenato un tornado di discussioni con la conferenza post-andata, guadagnandosi anche una squalifica per l'espulsione, sorprende tutti e si guarda la partita in hotel, in assoluta comodità, con la (quasi) certezza di essere fuori ma con la voglia di non lasciare neanche un ossicino del suo Madrid agli odiati cannibali del Barça. In panchina così ci va Karanka, ma la scelta di rimanere in albergo, dettata dalla 'sorveglianza' che l'Uefa gli aveva garantito se si fosse adoperato in telefonate o nell'invio di pizzini dalla tribuna autorità, stupisce quanto le scelte del suo scacchiere tattico, perché si torna al 4-2-3-1 con interpreti inattesi dalla mediana in su: in difesa, al posto degli assenti Ramos e Pepe, ci sono Arbeloa largo ed Albiol centrale al fianco di Carvalho, Marcelo resta a sinistra; al centro, Lassana Diarra a far lega e Xabi Alonso a creare, ma la mossa sorprendente è l'inserimento di Kakà dal primo minuto al posto di Ozil, che si accomoda in panchina, con Cristiano Ronaldo e Di Marìa a completare i tre alle spalle di... Higuaìn, proprio lui, che brucia quasi clamorosamente Adebayor e Benzema nel ballottaggio offensivo.
PRESSING VS POSSESSO - Basta un minuto a Cristiano Ronaldo per far capire le intenzioni battagliere del Real: il portoghese si beve due avversari e allarga per Marcelo, chiuso in affanno da Piqué. E' il primo segnale di un inizio infernale dei blancos, carichi a molla però soltanto in avvio e mai realmente vicinissimi alla rete che cambierebbe le carte in tavola. Il Barça si sveglia, cresce e inizia a gestire alla sua maniera solo dal 10' senza esagerare con la fase offensiva, quasi rinunciando creare particolari pericoli dalle parti di Casillas, soltanto un'accelerazione di Messi costringe Carvalho al fallo che gli costa la prima tarjeta amarilla. Più aggressivo - come prevedibile - sicuramente il Madrid, che con un bel cross di Alonso al 19' per Higuaìn fa tremare Valdes, ma c'è fuorigioco. Il pressing a fiammate del Real funziona, il Barcellona giochicchia e tiene il possesso, consapevole di poter colpire appena Ronaldo e compagni saranno costretti a scoprirsi ancora di più: la squadra di Guardiola si mostra serena in virtù del 2-0 dell'andata e rischia poco o nulla, il primo serissimo pericolo è creato da Busquets che lasciato solo sugli sviluppi di un calcio d'angolo incorna e trova Casillas sulla strada per il gol.
MESSI SHOW, ASSEDIO IMPROVVISO - Il copione pareva ormai chiaro, con il Barça che gestisce e il Real che prova a rubar palla e colpire. Dal 30' però i blaugrana decidono di dare spettacolo e creano con addirittura quattro occasionissime: prima al 30' Messi raccoglie un assist dal limite ma il suo tiro è fermato da Casillas, poi ancora la Pulga aggancia un cross di Dani Alves da fuori, si beve Carvalho e conclude sul fondo, a pochi centimetri dall'ennesima gemma. Ma il Barça non si ferma più, e quindi due minuti dopo è David Villa a sfruttare un contropiede innescato dal solito Messi con la conclusione di mancino neutralizzata in volo dal provvidenziale Casillas. Quindi, è Pedro al 35' a provarci dal limite: palla fuori di pochissimo, San Iker immobile può solo osservare; l'assedio sembra non fermarsi più, un minuto dopo è l'ennesima incursione di un tarantolato Messi, servito meravigliosamente di tacco da Pedro, a far tremare il Real: il tentativo col destro è disinnescato sempre da Casillas, che si distende e salva il risultato. Il copione iniziale della gara risulta stravolto, i blancos adesso soffrono dietro - come il Barça solo nei primi 10 minuti - ma ripartono cercando la sorpresa: straordinaria l'accelerazione di Cristiano Ronaldo al 40', il suo cross basso per Higuaìn sarebbe perfetto se non ci fosse Valdes in uscita a guastare i piani del furetto portoghese. Si chiude così il primo tempo di una gara giocata a ritmi altissimi, alla quale è mancato soltanto lo spunto vincente. Ma il Real, aldilà dei primi 10 minuti, ha creato troppo poco per poter anche solo sognare l'impresa.
DALL'INVASIONE ALL'ESPLOSIONE - La ripresa si apre con un classico siparietto spagnolo. Al momento del fischio d'inizio, c'è un invasore che si infila sul manto del Camp Nou e regala spettacolo, mostrandosi inarrestabile per gli steward - addirittura due si scontrano! -, finché non viene braccato al termine della prodigiosa fuga, sicuramente superiore a quelle del finora non pervenuto Kakà. Le due squadre, in ogni caso, ripartono con la stessa formazione del primo tempo, e dopo un minuto c'è una clamorosa occasione per il Real: Ronaldo porta palla, salta Piqué, poi scivola e 'abbatte' Mascherano, De Bleckeere fischia e il gol successivo realizzato da Higuaìn non è valido. Ancora il Pipita al 52' ha la palla del vantaggio sul destro, sceglie di non allargare per Di Maria ma il suo tiro è deviato in corner da un salvataggio di Piqué. Il Real non sfrutta il buon momento e, secondo le antiche leggi del pallone, viene castigato dai marziani blaugrana: Iniesta prende palla, Pedro si inserisce nel corridoio centrale, Don Andrés serve un assist felpato che Pedrito raccoglie. Casillas è trafitto sulla sua sinistra, il Camp Nou esplode: al 54' il Barcellona passa in vantaggio e chiude i giochi qualificazione. Karanka piazza Adebayor al posto di Higuaìn, il togolese entra e ha già perso la testa dopo un minuto: entrataccia dell'africano su Busquets al 56', con un colpo alla gamba del centrocampista del Barça che De Bleckeere non sanziona, sbagliando. Il Real ormai ha mollato, i blaugrana si divertono e con il piacevole sottofondo degli olè del pubblico gestiscono il possesso palla facendo impazzire gli avversari.
LA FIAMMATA BLANCA - Al 60' esce un inesistente Kakà per far posto a Ozil, e il Real cambia marcia: Di Marìa ruba una palla al limite dell'area, salta l'avversario e scarica un sinistro potentissimo che si stampa sul palo: l'argentino si impossessa nuovamente del pallone sulla ribattuta e serve Marcelo, che in mezzo all'area tocca e buca Valdes. E' la fiammata di un Madrid che prova a credere nel miracolo, e per i successivi dieci minuti spinge e pressa continuamente gli avversari. Lo spunto che riaprirebbe clamorosamente il match però non arriva, Guardiola si copre con Keita al posto di Villa e la spinta blanca si esaurisce tra un'accelerazione di Messi e una giocata di Xavi, soltanto Di Marìa cerca Ronaldo con un filtrante straordinario ma Piqué con una chiusura sontuosa evita qualsiasi cattivo pensiero.
BARCELLONA A WEMBLEY (CON CILIEGINA) - Gli ultimi 10 minuti sono un frullato di nervosismo per il Real ed entusiasmo per il Barça, Adebayor prende un giallo sacrosanto e nei blaugrana torna in campo Eric Abidal per un'ovazione da brividi da parte di tutto il Camp Nou: da brividi l'ingresso in campo per il francese, che ha sconfitto un tumore al fegato e adesso torna in campo al posto di capitan Puyol. E' il delirio finale, la ciliegina sulla torta in una notte che ormai ha detto già tutto sul campo. Per il popolo del Barcellona adesso è solo tempo di festeggiare, si vola alla finale di Wembley eliminando lo spauracchio Mourinho e il suo odiatissimo Real. Uno spettacolo imperdibile, 180 minuti da impacchettare per il pueblo del Barça: e adesso, Guardiola, Messi e compagnia iniziano a pensare alla Coppa!


