Udinese, troppi errori. Primo round all'Arsenal
Emirates Stadium amaro per l'Udinese. Nella gara che lo stesso Guidolin aveva definito "la più importante della storia dell'Udinese", la formazione bianconera non riesce a recuperare lo svantaggio iniziale firmato Walcott e si arrende a un Arsenal tutt'altro che irresistibile. Tutto aperto in vista del match di ritorno, ma i troppi errori in attacco gridano vendetta.
LE FORMAZIONI - Entrambe le compagini si sono indebolite nettamente nel corso dell'ultima sessione di mercato. L'Udinese ha visto partire Sanchez e Inler, mentre l'Arsenal ha lasciato tornare a casa Cesc Fabregas e, con ogni probabilità, perderà anche Nasri (non convocato, in odore di Manchester City). Tra le fila inglesi squalificato Van Persie. Al posto dell'olandese, Wenger decide di affidarsi a Chamakh. Fuori anche Arshavin, largo a Rosicky. Guidolin lancia subito i nuovi acquisti: largo allo svedese Ekstrand in difesa e al ghanese Badu a centrocampo. Attacco tutto sulle spalle di Antonio Di Natale.
ARSENAL SHOCK - Nemmeno il tempo di prendere le misure del campo che i Gunners passano in vantaggio. Grande azione sulla corsia di destra di Ramsay che mette in mezzo un gran pallone, Walcott si inserisce indisturbato e di piatto insacca sul primo palo. Difesa rivedibile in questa occasione. Pochi minuti dopo, la formazione di Wenger costruisce già l'occasione perfetta per il raddoppio: sugli sviluppi di un corner, Gervinho non riesce a insaccare a due passi dalla porta. Intorno al decimo si vede, finalmente, anche l'Udinese: gran punizione di Di Natale, il portiere Szczesny rimedia al suo iniziale errore nel posizionamento con un gran colpo di reni (e l'aiuto provvidenziale della traversa). E' una gran bella partita tra due squadre che non rinunciano mai ad attaccare. Al 13' Song prova a servire Gervinho, che però non ci arriva. Risposta immediata dei bianconeri con il solito Di Natale, che però sceglie il pallonetto invece della soluzione di potenza.
REAZIONE BIANCONERA - L'occasione più clamorosa per l'1-1 arriva al 26': Armero beffa l'altissima difesa dei Gunners e se ne va in campo aperto, ma al momento del tiro si fa ipnotizzare da Szczesny, che respinge con qualche affanno. L'Arsenal è vulnerabile in difesa, ma quando attacca costringe l'Udinese agli straordinari. Al 37' ancora un'occasionissima per Di Natale, che in caduta riesce a scheggiare ugualmente il palo. I bianconeri chiudono in attacco: nel finale cross pericolosi di Ekstrand e Pinzi, con la difesa inglese che riesce però a opporsi. Dopo un minuto di recupero, tutti negli spogliatoi. E' una buona Udinese, un'Udinese che dovrà però limare alcune sbavature per trovare il gol in trasferta e riaprire i giochi per la qualificazione.
UDINESE, TROPPI ERRORI - Si riparte con un cambio tra le fila dell'Arsenal: Djourou prende il posto di Gibbs. L'Udinese si riversa subito in avanti alla ricerca del pareggio. Isla si trova tra i piedi un pallone interessante, ma al momento del tiro non riesce a trovare la porta, favorendo il recupero del neo entrato. A quattro minuti dall'inizio della ripresa, ancora un'occasionissima per la formazione di Guidolin: gran contropiede, Asamoah lancia Armero che serve Di Natale, ma l'attaccante napoletano si vede respingere in corner il tiro da Djourou. Ci prova ancora Pinzi, che però è in posizione irregolare. Poco dopo proprio Djourou è costretto a lasciare il campo per un problema fisico, al suo posto entra il giovane Jenkinson. Anche Guidolin si gioca il primo cambio: fuori Neuton, dentro Pasquale. L'Udinese ci prova ancora con Isla, il cui diagonale non impensierisce, però, la difesa dei Gunners. Per l'Udinese ci prova anche Armero, ma il pallone termina alto sopra la traversa. I Gunners rispondono con Walcott, che raccoglie un lancio di Ramsey ma si vede respingere senza problemi il pallone da Handanovic. DI Natale ci riprova su punizione, ma l'estremo difensore dell'Arsenal è ancora bravo a respingere in corner. Nel finale tocca ancora ad Handanovic salvare su Walcott. Finisce 1-0 per l'Arsenal, al "Friuli" servirà un miracolo. E, soprattutto, il pallone bisognerà metterlo dentro.


