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Il caso Suarez e le domande che il giornalismo deve sapere fare. Quello che non torna sui professori, e sulle tempistiche

Il caso Suarez e le domande che il giornalismo deve sapere fare. Quello che non torna sui professori, e sulle tempisticheTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 23 settembre 2020 07:30Editoriale
di Tancredi Palmeri

E’ piuttosto strano che a 12 giorni dalla fine del mercato ci si ritrovi a parlare di Suarez e del passaporto, o meglio del suo esame di italiano. Tanto più che Suarez ormai è andato all’Atletico per un indennizzo indefinito (dovrebbero essere 10 milioni di €), a Torino è arrivato repentinamente Morata e proprio nel giorno del fattaccio, e dunque l’interesse della Juventus è caduto in prescrizione.
Ma non si può di colpo dimenticare che una settimana fa l’Italia si fermava per una giornata, e Perugia diventava il centro dei telegiornali sportivi, e questo perché Suarez veniva in Italia a fare l’esame di italiano per ottenere in tempo il passaporto affinché potesse raggiungere la Juventus che aveva già un accordo sia con lui che con il Barcellona.
Colpevoli non ce ne sono ancora, sospettati ce ne sono parecchi, ma rimangono soprattutto molto dubbi.
E se c’è una cosa che il giornalismo ha diritto di fare sempre e comunque, è fare delle domande. Soprattutto quando certi aspetti non tornano.
Domande che non sostengono una tesi in particolare. Non si sa se sia colpa di uno, colpa di qualcuno, o colpa di molti. Ma come in un’indagine, si va semplicemente a tappeto evidenziando tutte le discrepanze.

Domanda n.1: se i professori, con la direzione dell’Università per stranieri di Perugia come è evidenziato dalle intercettazioni, erano a conoscenza di quanto fosse fosco cosa stessero facendo, e di come rischiassero di essere messi allo scoperto, perché allora si sono esposti così tanto? Il riferimento è alle varie interviste con i media degli esaminatori con tanto di dovizie di particolari, sulla durata di 10-12 minuti dell’orale, sul tempo totale dell’esame. L’esame normalmente durerebbe più di 2 ore. Causa Covid, l’esame dura molto meno, ma non è dato sapere quanto. Ma se sai che stai facendo qualcosa di così marchiano, non lo vai teoricamente a raccontare in giro, no?

Domanda n.2: è possibile che tutti assieme il rettore, i docenti vicino al rettore che contano qualcosa nel senato accademico e sono dunque a conoscenza del grande evento, la commissione esaminatrice, tutti prendano decisione di loro sponte per favorire l’illustre esaminando, solo per compiacere il personaggio famoso? E’ possibile che tutti assieme rischino carriere, credibilità, vita lavorativa, solo per sorridere al calciatore famoso, e non avere nulla in cambio e senza che nessuno gli abbia promesso niente in cambio? Tutto è possibile, ma è quantomeno sospetto, no?

Domanda n.3: se le indagini sono ancora in corso, come fa il colonnello della Finanza Selvaggio Sarri a concludere che è stata esclusivamente una iniziativa personale dei docenti? Se l’indagine è ancora in corso, e anzi giustamente il colonnello si lamenta della fuga di notizie perché è notorio che la fuga di notizie su indagini in corso metta anzi sul chi va là indagati e possibili sospetti, però allora come si fa a escludere che le parti accessorie, dunque Suarez e la Juventus, non sono in alcun modo coinvolte? Occhio: non si sta dicendo che lo siano, anzi. Ma come si può già escludere altre possibilità senza nemmeno interrogare le parti in causa? Che non significa siano coinvolte, o che lo saranno. Ma semplicemente, se il fatto è successo una settimana fa, se ci sono solo intercettazioni, e se nessun interrogatorio delle parti è stato ancora condotto, come si fa a dire con certezza chi ha voluto che succedesse cosa?

E infine, domanda n.4: dalle parti di intercettazioni rese note, appare chiaro come minimo che a Suarez fosse stato comunicata la sezione da memorizzare dell’esame, e dunque che almeno lui come minimo sapesse che si stava per fare un esame concordato. Di chi fosse stata l’idea lo stabiliranno le indagini. Ma se appunto non è stato un regalo a Suarez a sua insaputa, ma come minimo - come minimo - fosse a conoscenza del gentile omaggio, come è possibile allora trarre già delle conclusioni senza fare le necessarie domande a tutte - tutte - le parti coinvolte?

Queste sono le 4, come minimo, domande necessarie da rivolgere.

Ammesso che all’Italia oggettivamente di fare domande, e soprattutto avere risposte, freghi davvero qualcosa.

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