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La Giovane Italia
Editoriale

Il trionfo di Sarri e le panchine italiane: è un gioco ad incastro...

30.05.2019 06:59 di Luca Marchetti   articolo letto 26891 volte
© foto di Federico De Luca

Ora non ditegli che gioca bene e che non sa vincere. Maurizio Sarri entra nella storia del Chelsea, e scrive la sua di storia. E ora è pronto, chissà anche per viverne un’altra di avventura e lo farebbe nel miglior modo possibile. Primo degli umani in Premier, vittoria in Europa League dopo una finale dominata. Doo una stagione controversa in cui il Sarriball, come hamno subuto ribattezzato il suo gioco, non ha attecchito completamente fra i tifosi, ma soprattutto pare non ha convinto Abramovic e Granovskaia, che sono pronti a sostituirlo con Frankie Lampard, autentica leggenda dei Blues.
Chissà magari qualche dubbio in più ora potrà venire ai dirigenti dei londinesi, ma potrebbe essere troppo tardi. All’orizzonte c’è un’avventura ancor più stimolante: la Juventus. Agnelli non ha visto Sarri, ma se è riuscito a vedere la partita in tv, non potrà che essere comunque soddisfatto. Non l’ha visto perché era a Baku per questioni riguardanti l’Eca, perché se è vero che è stato fotografato proprio nell’albergo del Chelsea, va detto che a Baku di alberghi destinati alla Uefa ce ne sono solo due e che comunque il quel momento il Chelsea non era nella struttura. Ma questo non significa che il discorso non sia andato avanti. Anzi, il suo agente nelle prossime ore sarà proprio a Londra per parlare con il Chelsea e capire nel dettaglio le condizioni. Quindi - come ha detto Paratici qualche giorno fa - non bisogna aspettare la finale di Champions? Sì, certo che sì. Perché qualora mai dovesse nascere un’opportunità la Juve vorrebbe poterla cogliere. Ma gli indizi comunque spingono su Sarri. Pochettino - che non ha voluto rispondere sul suo futuro - potrebbe non avere la forza di convincere il suo presidente Levy a lasciarlo andare. Klopp ha liquidato le voci ed è perfettamente al centro di un progetto straordinario che punta a far tornare alla vittoria il Liverpool non solo in Champions ma anche in campionato. Sarebbe ancor più sorprendente di Pochettino. La sensazione è che al di là delle opportunità da cogliere o meno alla Juve servano tecnicamente questi giorni per chiudere definitivamentr la vicenda allenatore.
Nel frattempo, naturalmente, non solo la Juve lo cerca. Verrà, fra poche ore, esonerato ufficialmente Spalletti. Il giorno successivo toccherà all’annuncio di Conte, poi tutti a Madrid per andare a vedere la finale di Champions e per cominciare a stringere su qualche trattativa che i nerazzurri hanno già impostato sia in entrata (Dzeko su tutti, ma anche Chiesa, giusto per nominarne due) che in uscita (la vicenda Icardi non è certo una passeggiata). Ma probabilmente Conte è una delle poche certezze. Insieme a Gasperini che come vi avevamo anticipato rimane a Bergamo, nonostante sia stato corteggiato da diverse squadre, fra cui la Roma.
La Roma che sapeva sarebbe stato difficile convincerlo a lasciare Bergamo e che sapeva benissimo che la famiglia Percassi aveva l’assoluta precedenza. Come sapeva che Conte (o Sarri) sarebbero state delle mission impossibile: per costi e concorrenza, nonostante gli sforzi profusi. Ecco peché la rosa è stata sempre ampia, ecco perché il nome di Giampaolo sul tavolo c’è sempre rimasto. Si aggiunge in realtà un altro nome: almeno a livello mediatico, quello di Rino Gattuso, che si è appena separato dal Milan.
Ecco che tutti si intreccia: al Milan la rivoluzione è semplicemente iniziata. Dopo l’addio di Leonardo e Gattuso ora tocca a Maldini scegliere se il progetto giovani da crescere lo intriga (con un ruolo di responsabilità) oppure se invece anche lui non si sente convinto. Di sicuro, chiunque sia il direttore sportivo, ci sarà una responsabilità maggiore anche per Geoffry Moncada, attuale capo osservatori del Milan, giovanissimo ma non per questo meno bravo. Visto che il lavoro dei rossoneri dovrà essere fatto soprattutto su giovani da scovare ecco che il suo occhio e la sua capacità saranno ua delle architravi per la nuova società disegnata da Gazidis. E l’allenatore? I nomi che si fanno sono tanti. Potrebbero essere anche tutti giusti, ma in realtà finché non sarà chiaro chi guiderà il lato tecnico dei rossoneri, potrebbero essere tutti sbagliati (o proposti). Di sicuro Di Francesco, che era stato avvicinato da Leonardo, potrebbe piacere anche a Maldini. Senza dimenticare i vari Inzaghi, Giampaolo o De Zerbi. Ma ripetiamo non sono ancora stati presi concretamente in considerazione.
Questa situazione come capirete si porta dietro tutta una serie di incastri o di domini. Perché è tutto un incastro a cui si aggiungono le panchine delle genovesi (visto che Giampaolo e Prandelli sono orientati a non proseguire in questa avventura), a cui dobbiamo togliere l’Udinese ( he ha confermato Tudor e non era affatto scontato). Si continua a interrogare il Bologna? Ma alla fine Mihajlovic che decide? Avrà capito che facciamo suo serio? E questa onda anomala di dubbi, di promesse, di attese, di aspettative arriva fino in serieB: a Verona. Aglietti infatti che ha fatto un eccellente lavoro ora si trova a giocarsi la serie A nel doppio confronto con il Cittadella, senza avere alcuna garanzia sul prossimo anno! Ma problemi non ce ne sono il breve - ma come detto più che efficace - lavoro, non ha lasciato insensibile il Benevento che ha cominciato ad interessarsi a lui. Evidentemente i finalisti, tirano...


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