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SONDAGGIO
Lotta per l'Europa: Inter e Milan andranno in Champions?
  Sì, arriveranno entrambe in Champions League
  Solo l'Inter riuscirà nell'obiettivo
  Niente Inter: sarà solo il Milan a raggiungerla
  Nessuna delle due riuscirà ad andarci

La Giovane Italia
Editoriale

Inter, Spalletti, Icardi: basta parole (e occhio alle voci su Mou...). Milan: il fastidio di Gattuso e l'errore di Donnarumma. Juve: Ronaldo acciaccato? Allegri ha un piano già apparecchiato. Roma: l'errore fatale

02.04.2019 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 26723 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ieri era il pesce d’aprile. Quante risate. Tutti a fare gli scherzi. Quanto ridere. Gli scherzoni. Bellissimi. Volevo iniziare raccontando qualche bellissimo scherzo, ma non me ne viene in mente neanche uno. Comunque bello il pesce d’aprile. Che risate.

Diciamo come sempre cose a caso.

Donnarumma
In tempi passati il sottoscritto ha rotto assai le balle a Donnarumma: non mi piaceva per nulla la gestione delle “cose”, del contratto, il fatto che subito dopo la firma avesse iniziato a giocare meno bene, quasi fosse un giovane-vecchio con la panza già piena. Poi mi hanno raccontato una storia diversa, quella di lui che resta al Milan contro il volere di tanti, altro che Dollarumma. E mi sono sentito un po’ una merda. Quest’anno poi ha ricominciato a giocare incredibilmente bene, ma è bastato l’errore di Genova per metterlo contro il muro: “Non sa giocare con i piedi”, “sbaglia troppo spesso”. Beh, no, non è così. A questo ragazzo qua quest’anno non si può dire nulla, ma proprio nulla. Chi grida “spara via il pallone, fesso!” non ha capito che ormai quel calcio lì è morto e sepolto (per fortuna) e per un gol preso così, sul lungo periodo, generi un mare di opportunità in più quando crei la cosiddetta “superiorità”. Ma son cose troppo complicate e non è il caso. In ogni caso diffidate da chi una volta vi dice “è bravo” e dopo un errore lo bolla come “sopravvalutato”, o viceversa. Tipo me insomma.

Gattuso
Gattuso è incazzato, molto. Lo ha accennato l’altra settimana, ha tamponato ieri. Sapete perché lo ha fatto? Perché non è un pirla, perché sa che solo con la serenità apparente può tenere a bada il gruppo e portarlo a conquistare un posto-Champions. Ma per il resto ha la bava alla bocca e – almeno per chi scrive – anche tanti buoni motivi per provare fastidio. Commette degli errori? Sì, come tutti. Merita delle critiche? Certo, come tutti. Ma non quelle “silenziose” di chi gli vuole bene, ma solo a parole.

Kean
Kean secondo me è forte.

Mourinho
Un uccellino ci ha raccontato che Mourinho osserva case sul Lago di Como. E sapete cosa significa questa cosa? Assolutamente niente.

Roma
Non aveva senso esonerare Di Francesco, non perché sia il tecnico più forte del pianeta (comunque è bravo), ma perché aveva ancora tra le mani il suo gruppo di lavoro. Si era visto in Portogallo. Ma la proprietà ha scelto di cambiare, come se volesse spostare l’attenzione dagli errori di chi siede alla scrivania a quelli di chi siede in panchina. E così facendo ha rischiato tanto, anzi, troppo.

Ronaldo
Ronaldo molto probabilmente salterà l’andata dei quarti di Champions. Questa cosa è molto preoccupante? No. Sapete perché? Perché la Juve ha quel che vuole: Dybala, Mandzukic, Bernardeschi e pure Kean là davanti. Ve l'ho detto che Kean secondo me è forte?

Icardi
La questione Icardi ha rotto le palle. Basta, è ora di voltare pagina in qualche maniera. È ora di indossare una bellissima maschera pirandelliana, per quanto finta, e chiudere la stagione nel miglior modo possibile. Per questo a Icardi consigliamo di fare il “suo” passo avanti (gli si chiede di fare un discorso alla squadra? Lo faccia anche se pensa di non aver nulla da chiarire e buonanotte), per questo a Spalletti consigliamo un minimo di strategia in più: quella sintetizzata qua sotto.

Spalletti

Spalletti Luciano, tecnico col pedigree, ha tante ragioni per fare la sfuriata dopo Inter-Lazio ma, in questo caso specifico, anche tanti torti. In attesa che da domani (Genoa-Inter) si possa finalmente tornare a parlare di Inter, di calcio, di un bravo allenatore e del suo bravo attaccante, prima è meglio chiarire qualche punto.

Spalletti dice: «Devo rispettare il gruppo, per questo l’ho lasciato a casa». La cosa migliore sarebbe stata convocare il giocatore e non farlo giocare. «Perché non lo hai fatto entrare?». Sarebbe bastato rispondere: «Perché non è pronto». Parliamoci chiaro: le frasi sulla «trattativa» tra club e giocatore non possono aver fatto piacere a chi per settimane ha lavorato per arrivare a una tregua (Marotta).

E ancora: Spalletti ha scelto di togliere la fascia di capitano al giocatore, in accordo con la società, per motivi ancora non del tutto chiariti. Se, come sembra, la decisione è stata presa per la mancata presa di posizione del giocatore nei confronti della moglie, ci pare tutto un filo esagerato. Il tutto diventa evidente quando l'allenatore dice «abbiamo perso anche con Icardi in campo» e «gli altri anni, con lui, l’Inter comunque non si è qualificata per la Champions». In questo modo fai capire che non è solo una questione di regole, di rispetto del gruppo, ma anche di banale "rancore personale".

E stop. Sapete cosa serve all’Inter? La disciplina? No, servono “uomini”. Serve un gruppo che risolva i problemi che normalmente si palesano senza bisogno di tirare la giacchetta al papà. Serve amare l’Inter più dello specchio di casa o del nome sulla maglia. E questo vale per tutti: i numeri 9, gli allenatori, quelli che vorrebbero tornare a Roma, quelli che vogliono la Premier, quelli che amano la discoteca e anche quelli che non prendono uno straccio di posizione perché "meglio farsi i fatti propri che poi finisce che danno la colpa a me…”.

Oh, ci fosse uno che in tutta questa brutta storia abbia avuto il coraggio di dire "ho sbagliato", uno che si sia degnato di fare un passo indietro per il bene supremo (l’Inter!), uno che al limite si sia posto un problema di coscienza: “Allora, io sono convinto di aver ragione, ma per rispetto della maglia metto in discussione le mie certezze".

Non lo ha fatto nessuno, preferiscono tutti quanti parlare di “disciplina” o “amore”, in alternativa preferiscono nascondersi dietro alla “frase jolly”: “Voi che non siete stati in uno spogliatoio non sapete niente, non potete parlare…”. E che cazzo è lo spogliatoio, la sede della Nasa? Il Pentagono? Ma per piacere…


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