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Responsabilità ai medici e quarantena collettiva: la macchina del calcio riparte, ma ha poca benzina. E su Maldini…

Responsabilità ai medici e quarantena collettiva: la macchina del calcio riparte, ma ha poca benzina. E su Maldini…TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alessio Alaimo
martedì 12 maggio 2020 00:00Editoriale
di Fabrizio Biasin

Ben ritrovati. Ieri ci hanno detto che torna il calcio. Forse. Cioè, tornano gli allenamenti collettivi. Ce lo ha confermato il ministro Spadafora. Ha aggiunto: “Però bisogna rispettare il protocollo”. Ha ragione. Il protocollo specifica: 1) In caso di una positività tutto il gruppo deve andare in quarantena. 2) I tamponi non devono “pesare” sui cittadini. 3) La responsabilità è dei medici sociali.
Tutto chiaro, perfetto, condivisibile ma “torna il calcio”, a questo punto, ci pare un filo azzardato. La responsabilità non può non essere dei medici, ma qual è il medico che oggi alza la mano e dice “ok, tranquilli, ci penso io, alla peggio mi vendo la casa”? Ecco, esatto, nessuno. Poi oh, magari si mettono d’accordo con i rispettivi presidenti e firmano qua e là, al momento ci crediamo poco. Del resto si erano già espressi qualche giorno fa: 17 “no” e 3 astenuti. E ora cambiano idea? Cioè, tu che stai leggendo ti prenderesti il rischio di dover trattare con gli avvocati di Ronaldo, Lukaku, Ibra, Mertens? Neppure il medico dei Simpson direbbe “sì”. Certo, magari si inventano una mega-assicurazione capace di tutelare tutti quanti, ma pare tutto piuttosto complicato.
Totale: torna il calcio? Boh. Spadafora ha detto che entro una settimana ci farà sapere qualcosa sulla ripresa del campionato, ma a questo punto bisogna capire cosa pensano “realmente” i club. Capiamoci: tutti quanti vorremmo ripartire se ci fosse una logica, ma nessuno è nato a Topolinia e, francamente, pensare che in questo momento tutto possa filare liscio è utopistico.
Per dire, la questione “quarantena collettiva”. In caso di possibile (probabile) positività la squadra X finirebbe in isolamento. Tanti saluti per 14 giorni e, di conseguenza, tanti saluti alla stagione 19-20. Del resto gli slot a disposizione per concludere la serie A sono già praticamente esauriti, soprattutto se l’Uefa manterrà il 3 agosto come data ultima per terminare questo e quel torneo.
Ma restiamo ottimisti: piove. No, dai, più ottimisti: c’è stato il terremoto. Possibile che non ci sia una bella notizia? Una sì! Hanno liberato Silvia Romano! E giù polemiche a quintalate, una serie di devastanti “tutti contro tutti” che vien da pensare si tratti di una strategia: forse, il virus, vogliamo combatterlo a suon di rotture di coglioni (“questi italiani mi hanno spaccato i maroni, me ne vado in Antartide”).
Ma non divaghiamo. Il “calcio” vuole ripartire perché, dicono, altrimenti sarebbe una tragedia. Ci fidiamo ma a questo punto poniamo un quesito: se siamo messi così male è chiaro che non basterà giocare queste maledette 12 giornate (più recuperi) rimanenti, toccherà trovare soluzioni per il futuro. Qualcuno ci sta pensando? No, l’importante è tornare in campo ora per salvare i quattrini dei diritti tv, il resto si vedrà. Pare la solita tendenza all’italiana di pensare al presente e fottersene di tutto il resto.
Ah, Maldini si è incazzato con Ragnic (non si scrive così, lo sappiamo). Ha ragione, il tedesco ha mancato di rispetto al Milan e a chi ci lavora (lui). Però Maldini è troppo intelligente per prendersela davvero con il futuro “capoccia” dei rossoneri e stop: la sua denuncia aveva un altro obiettivo, i proprietari del club, quelli che non hanno tutelato né lui né Boban e ora lasciano che chiunque, dall’esterno, dica quel che vuole. La sensazione è che il divorzio sia imminente. E voi direte: “Minchia, non ti sfugge nulla!”. Avete ragione, ma del resto piove, c’è il virus, ci sono i terremoti, tutti si incazzano con tutti…

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