Mino Raiola, querelle di colui che sfido' anche Electronic Arts
Mino Raiola è in grandi condizioni, gravi condizioni, non ce l'ha fatta, è all'ospedale San Raffaele di Milano. Il manager risponde su Twitter alle notizie del suo stato di salute peggiorato a causa di una malattia polmonare che lo aveva colpito negli ultimi mesi. Il noto procuratore del mondo del calcio fu protagonista di una criticità anche nel mondo del gaming e degli esports. Era la fine del 2020 ed era il periodo di lui procuratore di Zlatan Ibrahimovic al Milan. In quel tempo Raiola rilasciò una dichiarazione a un noto tabloid britannico riguardo le polemiche create da Ibrahimovic sulla questione licenze e la presenza su FIFA 21.
Secondo le dichiarazioni che l'agente Mino Raiola diede al Telegraph, le motivazioni dietro le proteste di Ibrahimovic e poi raccolte da circa 300 giocatori a formare un movimento di protesta. I motivi non erano da ricercare nella volontà di mettere EA Sports e il suo FIFA 21 in cattiva luce, ma di far emergere alcuni meccanismi che regolano il funzionamento delle licenze. La volontà era di fare in modo di cambiare la formula tecnica. Lui ribadiva che il tweet da cui era nato tutto, non fu davvero il frutto dello stupore di Ibrahimovic, ma solo un modo per fare del rumore sui social e scatenare una reazione sia da parte dei fan che delle aziende interessate.
Della diatriba tra Ibrahimovic ed EA Sports per via dei diritti sulle sembianze del giocatore in FIFA 21 e nei precedenti titoli dal gioco, arrivò anche la risposta dello stesso colosso dei videogiochi. La EA si era detta disponibile a rispondere a tutti i dubbi sollevati in merito.


