L'ex ct elvetico Manicone: "La Svizzera è al suo pieno potenziale, se becca le giornate giuste può far strada
L'ex ct della Svizzera Antonio Manicone, ha parlato della selezione elvetica in una lunga intervista concessa a Sportitalia. Le sue parole:
Lei questa Svizzera, che oggi ha il rispetto di tutti, l’ha vista prendere forma. Ce ne parla?
“L’ho vista formarsi, crescere e maturare. Ora è secondo me al suo pieno potenziale”.
Si è trovato ad affrontare l’Italia, anche all’ultimo Europeo. Cosa ricorda di quella sera?
“Affrontare l’Italia in quel momento ci è servito molto, anche se poi abbiamo perso 3 a 0 a Roma. Da quel momento abbiamo cambiato un po’ il nostro modo di giocare e sono arrivate le vittorie nella terza partita con la Turchia e poi contro la Francia. Abbiamo rischiato di ritrovare gli azzurri nuovamente in semifinale, ma abbiamo perso ai rigori con la Spagna. L’Italia ha meritato di vincere quell’Europeo, perché è stata la squadra più forte”.
Nell’ultima edizione avete centrato il miglior risultato della storia. Può tornare a quel livello e superarlo, ad Euro 2024?
“Se becca le giornate giuste, può sicuramente andare avanti. Il percorso che abbiamo fatto noi è stato incredibile, difficile da ripercorrere, ma sulla carta lo può rifare. Dipende dallo stato di forma con il quale arriverà. In porta gioca Sommer che ha vinto il campionato con l’Inter. In difesa ci sono giocatori come Akanji che ha vinto la Premier con il City, Rodriguez, capitano del Torino, Elvedi che è importante. In mezzo c’è una mediana fortissima, con Xhaka che ha trionfato con il Leverkusen, la vecchia conoscenza della Serie A Zakaria, senza dimenticare Freuler ed Aebischer che hanno giocato nella rivelazione del campionato, il Bologna”.
Davanti anche.
“Lì sono elementi forti come Ndoye, Shaqiri, Embolo. E’ una Nazionale forte e può sicuramente dare fastidio. Ci sono stati alcuni problemi nelle qualificazioni, con i risultati che non sono stati all’altezza, ma poi nelle grandi manifestazioni è una squadra che si compatta al suo interno. Quindi spero che faccia bene, ho passato 7 anni con loro e dopo l’Italia è la mia seconda squadra per la quale tifare”.
E’ la seconda forza del girone, dopo la Germania?
“Per l’Ungheria il valore aggiunto è rappresentato da Marco Rossi, che da qualche anno sta facendo un ottimo lavoro con questa Nazionale. La Svizzera dal punto di vista individuale in alcuni giocatori, soprattutto in difesa ed a centrocampo è superiore. Ma lo è perché ha giocatori davvero di caratura mondiale”.
Sommer sarà uno dei valori aggiunti per l’esperienza internazionale che ha?
“Lì sono elementi forti come Ndoye, Shaqiri, Embolo. E’ una Nazionale forte e può sicuramente dare fastidio. Ci sono stati alcuni problemi nelle qualificazioni, con i risultati che non sono stati all’altezza, ma poi nelle grandi manifestazioni è una squadra che si compatta al suo interno. Quindi spero che faccia bene, ho passato 7 anni con loro e dopo l’Italia è la mia seconda squadra per la quale tifare”.
E’ la seconda forza del girone, dopo la Germania?
“Per l’Ungheria il valore aggiunto è rappresentato da Marco Rossi, che da qualche anno sta facendo un ottimo lavoro con questa Nazionale. La Svizzera dal punto di vista individuale in alcuni giocatori, soprattutto in difesa ed a centrocampo è superiore. Ma lo è perché ha giocatori davvero di caratura mondiale”.
Sommer sarà uno dei valori aggiunti per l’esperienza internazionale che ha?
“E’ fondamentale per il gruppo, non solo per quello che dà in campo, ma anche per quanto fa fuori da esso. E’ una persona incredibile, con una grande positività e sensibilità. Come in questi anni ha dimostrato di fare, credo che l’Inter lo abbia scelto anche per questo. Prima uomini che calciatori, Yann è una sicurezza, e dietro di lui c’è un altro giocatore fortissimo che è Kobel del Borussia Dortmund: chiamarlo riserva dopo che ha giocato la finale di Champions è riduttivo”.
L’accoppiata Aebischer-Freuler in mediana è forse poco appariscente, ma vola in Champions con il Bologna.
“Due centrocampisti che dettano i tempi ed hanno il cervello. Giocatori fondamentali, mi sono sempre piaciuti, ma anche loro non solo come calciatori, perché sono ragazzi fenomenali. Sono esempi: quando si vuole diventare giocatori non lo si diventa solamente usando i piedi, ma allenando la testa”.


