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30 anni dopo la caduta del muro di Berlino: il calcio in Germania Est oggi

09.11.2019 10:04 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 2406 volte
30 anni dopo la caduta del muro di Berlino: il calcio in Germania Est oggi

Dal 1961 al 1989 la città di Berlino è stata circondata da un muro e divisa in due. Esattamente 30 anni fa quel muro veniva abbattuto e con esso cambiava per sempre la geopolitica mondiale. La Germania, divisa anch'essa in due, veniva riunificata uffcialmente quasi un anno dopo. Di fatto già la caduta del muro decretò la fine della DDR. Trent'anni dopo le due realtà sono ancora distanti a livello economico e il calcio, che è lo specchio della società, fotografa la situazione: attualmente due sole squadre tedesco orientali giocano in Bundesliga e una di esse ha poco a che vedere con la Germania Est, essendo nata pochi anni fa: il Lipsia. L'altra ha conosciuto quest'anno per la prima volta il massimo torneo tedesco, ossia l'Union Berlino.

PIANGONO I CLUB, RIDONO I GIOCATORI "La fine della DDR è la cosa peggiore che potesse capitare a un club e la miglior cosa che potesse capitare a un calciatore" disse a suo tempo Thomas Doll, ex centrocampista della Lazio e nazionale della Germania Est con 27 presenze all'attivo. Del resto ai tempi del muro nessun giocatore tedesco orientale poteva trasferirsi in Occidente. Oggi i club dell'ex DDR hanno perso i loro talenti senza avere le risorse finanziarie per poterli rimpiazzare adeguatamente.

STATO DI SALUTE Lo stato di salute dei club della DDR è buono a livello di seguito. Poche le gioie: Hansa Rostock, Energie Cottbus, Dinamo Dresda hanno avuto la possibilità di misurarsi contro le squadre dell'Ovest. Con poche soddisfazioni e retrocessioni nelle categorie inferiori. Ai tempi della Oberliga, il campionato della Germania Est, e con le restrizioni ai giocatori che non potevano lasciare il Paese, capitava anche di vedere squadre andare in fondo alle competizioni europee: il Magdeburgo vinse una Coppa UEFA nel 1974, Carl Zeiss Jena e Lokomotiv Lipsia sono state finaliste di UEFA e Coppa delle Coppe. Oggi lo scenario è diverso: il Magdeburg è in Dritte Liga, l'equivalente della nostra Serie C dove naviga nei bassifondi della classifica lo Jena. Peggio va alla Lokomotiv Lipsia, in quinta divisione e a guardare il giovane RB Lipsia lottare con Bayern e Borussia Dortmund.

RB LIPSIA, OASI NEL DESERTO L'avvento della Red Bull e la necessità di espandersi attraverso il calcio in Germania ha portato alla felice intuizione di scegliere una piazza importante, storica (a Lipsia è nata la Federcalcio tedesca bek 1900) e affamata di calcio. Con buona pace dei romantici e per la felicità degli amanti del calcio neutrali e per i giovani, oltre alle realtà circostanti che beneficiano della presenza del RasenBallsport. Per il resto l'area orientale resta poco appetibile a livello di investimenti. Le grandi aziende hanno tutte sede nella parte occidentale del Paese e a oggi solo la Dinamo Dresda può ambire nel lungo periodo alla Bundesliga.

SAMMER, BALLACK, KROOS: STELLE ORIENTALI A livello di Nazionale l'Est dal 1990 ha offerto un numero considerevolmente basso di giocatori alla Germania, solo 38 elementi. Alcuni hanno fatto una carriera notevole: Mathias Sammer, ad esempio. Ha fatto in tempo a giocare per la DDR per poi divenire un pilastro della Germania unita e vincere persino il Pallone d'oro nel 1996. La Germania del 2002 che arrivò seconda aveva ben sette elementi orientali, alcuni dei quali di spicco: su tutti Michael Ballack. Ma a dare il loro contributo anche l'ala Bernd Schneider, il mediano Jens Jeremies e persino Carsten Jancker. La squadra campione del Mondo nel 1994 poteva contare sul solo Toni Kroos, che rimarrà l'ultimo nato in quella che era ancora ufficialmente la Repubblica Democratica Tedesca.

COME SAREBBE OGGI UNA NAZIONALE DELLA DDR? In un Europeo dove per assurde regole anche nazionali di basso lignaggio potranno qualificarsi (leggasi playoff di Natons League) una eventuale Nazionale della Germania Est potrebbe tranquillamente fare la sua figura fra le 24 del torneo. Toni Kroos, dicevamo, è la stella indiscussa. Questo l'undici ideale (4-3-3): Fährmann (Schalke 04); Jantschke (Borussia Mönchengladbach), Torunarigha (Hertha), Uduokhai (Augsburg), Schmelzer (Borussia Dortmund); Arnold (Wolfsburg), Arne Maier (Hertha), Kroos (Real Madrid); Skrzybski (Schalke 04), Petersen (Friburgo), Bittencourt (Werder Brema).


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