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tmw / fiorentina / LE RUBRICHE DI FV
OCCHI PUNTATI SU... "Una Fiorentina bella e impotente"
lunedì 4 febbraio 2008, 03:13LE RUBRICHE DI FV
di Stefano Borgi
per Firenzeviola.it
fonte Stefano Borgi per FV

OCCHI PUNTATI SU... "Una Fiorentina bella e impotente"

Lo spunto proviene dal celeberrimo brano di Gianna Nannini..."Bello e impossibile". Abbiamo modificato solo l'aggettivo finale, perchè contro il Milan la Fiorentina ha mostrato tutte le virtù della grande squadra fino al momento di concludere, poi.

Partita strana quella di ieri sera contro il Milan, perduta malamente dalla Fiorentina nonostante chiari segnali di risveglio siano giunti da giocatori come Montolivo e Pazzini, e nonostante una manovra a tratti apparsa fin troppo fluida ed una condizione fisica evidentemente brillante. Eppure la Fiorentina ha perso. E non ha perso solo i classici tre punti (un vecchio adagio del calcio recita…”Ogni partita fa storia a se, dobbiamo dimenticare e pensare subito alla prossima”), ma ha perso l'occasione di ricacciare indietro (forse in maniera definitiva) quella che ormai possiamo definire la squadra favorita per la conquista del quarto posto finale. Milan infatti in vantaggio nel computo degli scontri diretti e che accederebbe ai preliminari della Champions League anche in caso di arrivo a pari punti con i viola.

Ma come ama spesso dire Prandelli”Pensiamo ad una partita alla volta”, e allora ripensiamo per un attimo a questa partita e lo facciamo, come al solito, attraverso i numeri. Esauriamo subito il capitolo Montolivo che sembrava caduto in una crisi senza ritorno e che abbiamo invece (e con piacere) ritrovato più determinato, più lucido, più partecipe alla manovra (c’entrerà qualcosa l’assenza di Liverani?), con una definizione più semplice…in progresso. Ovviamente attendiamo fiduciosi la conferma già da sabato prossimo contro l'Atalanta, e non esauriamo, invece, il capitolo Pazzini che affronteremo successivamente. Accennavamo prima alla fluidità di manovra della Fiorentina che in certi momenti è parsa persino eccessiva. Ebbene, dato per scontato che sul terreno numerico del possesso palla, contro il Milan è sempre partita persa (anche ieri, infatti, il dato finale ha detto 55% Milan, 45% Fiorentina), la Fiorentina ha sviluppato un vantaggio territoriale del 57% contro il 43% avversario, ha tirato nello specchio della porta 5 volte contro le due dei rossoneri, ha effettuato 11 tiri verso la porta difesa da Kalac conto solo uno indirizzato verso Frey (si parla di tiri respinti), e hanno beneficiato di 9 angoli contro quattro. Infine ha effettuato 38 cross in area milanista contro i miseri 15 della squadra di Ancelotti. Risultato? Zero gol, e per il volume di gioco svolto risultano misere anche le due occasioni (clamorose) fallite, una per sfortuna nel primo tempo (palo di Mutu), e quella al 94’ con il miracolo di Kalac sul colpo di testa di Gamberini. Quello che è emerso è una sensazione di impotenza diffusa e spalmata durante tutta la partita nella quale non si è mai avuta la sensazione che da un momento all’altro potesse arrivare il gol.

Ecco finalmente il momento di esaurire il capitolo Pazzini. Dispiace farlo proprio in una delle sue migliori prestazioni della stagione, impreziosita da una bellissima girata, stilisticamente perfetta, terminata a fil di palo a metà primo tempo, ma Giampaolo ha confermato una volta di più tutti i suoi limiti come prima punta dimostrando una volta di più che non è…”un attaccante che fa da reparto da solo”. Perché di questo avrebbe bisogno la Fiorentina; tralasciamo Luca Toni (inutile piangere ancora su un po’ di birra tedesca versata), ma pensiamo a Lucarelli, Rolando Bianchi, lo stesso Gilardino, e ci fermiamo qui. Questo, ovviamente senza nulla togliere al valore del “Pazzo” che a nostro parere rimane una splendida seconda punta, capace di far salire la squadra e di assistere l’attaccante centrale con il suo movimento e la sua cifra tecnica. La Fiorentina crea, produce, ma non realizza per la quantità (e qualità) di gioco che costruisce. Il resto sono chiacchere e come tali lasciamole portar via dal vento.

Chiudiamo dicendo (pro domo nostra) che comunque, abbiamo voluto dare un taglio positivo alla disamina della partita pur essendo di fronte ad una sconfitta pesante e che brucia. E rimandiamo ad un’altra volta il commento all’ennesima prestazione sconcertante di Pasqual (ma quando ce lo rendono quello vero?), al Limbo nel quale è caduto Santana dopo il promettente rientro dall’infortunio, all'endemica incapacità di trasformare le punizioni dal limite. Preferiamo rimanere fedeli al principio che una squadra per vincere deve spesso anche “convincere”. Contro il Milan (come spesso gli capita) la Fiorentina ha convinto, ma arriva anche il momento che bisogna buttarla dentro, senza tanti fronzoli e virtuosismi di sorta.

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