OGGI IL PRIMO ANNUNCIO: È IL GIORNO DI EL HAMDAOUI
Diciamolo con franchezza: con i tempi che corrono in casa viola, l'acquisto dell'attaccante dell'Ajax Mounir El Hamdaoui, olandese di origini marocchine, non può donare sensazioni forti. Non è una doccia ghiacciata per contrastare "Caronte", quando l'afa ti strozza la gola.
No, i tifosi viola sono talmente stremati dopo un anno, pure due, di cocenti - a proposito di caldo - delusioni, che avrebbero bisogno di ben altro per rivitalizzarsi. Mettiamo dei nomi a caso? Destro, Diamanti o anche Quagliarella. Ma per girare la chiave di un motore francamente arrugginito, va bene anche El Hamdaoui. A patto che sia l'alba di una lunga giornata. A patto che dopo il marocchino arrivino altri nove-dieci giocatori perché la Fiorentina va rifondata.
Oggi si riunirà il cda dell'Ajax e dovrebbe dare il via libera ad un calciatore con il quale i rapporti sono finiti da tanto. Per la cronaca l'attaccante non scende in campo per una partita ufficiale dall'aprile 2011: sono molti 14 mesi senza ritmo gara, anche di questo bisognerà tener conto.
Un altro aspetto curioso di questa vicenda è che Pradè, assistito da Macia, ripartirà da un giocatore che a gennaio è costato a Corvino un quintale di polemiche. L'affare sfumò nelle ultime ore del mercato per un cavillo burocratico. Evidentemente sia Corvino che Pradè - con l'anello di congiunzione tra i due rappresentato dall'iberico Macia - credono ciecamente nelle risorse tecniche di El Hamdaoui. Giocatore dal carattere difficile, ma che in carriera ha già segnato, a 28 anni, un centinaio di gol. Si tratta di riaccenderlo, magari Firenze potrebbe essere il cerino giusto. Poi costerà solo 1 milione, dettaglio non secondario in casa viola.
Giovedì, invece, sarà il giorno di Facundo Roncaglia e del secondo acquisto della Fiorentina. Centrale difensivo di lotta e di governo, proveniente dal Boca.
Ha la grinta di chi ha voglia di affermarsi e sa stare in campo. Non è Passarella, ma raccontano che non sia neppure scarso.
C'è molto da lavorare, l'importante è non aspettare troppo per costruire una squadra, da ricostruire anche nella testa. E da conficcare, dopo, nel cuore dei tifosi. Questa sarà la vera impresa.
Mario Tenerani
giornalista de Il giornale della Toscana


