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DE ROSSI, NIENTE VIOLA. ECCO I PIANI DI COMMISSO E BARONE DOPO IL VERTICE CON PRADÈ E ANTOGNONI. BENNACER IN SOSPESO, PIACE LOCATELLI. VERETOUT, ORE DECISIVE. VIA ALLE CESSIONI: RESTERANNO SOLO IN SEI. I GIOVANI IN RITIRO. BATI PIÙ LONTANO

26.06.2019 00:00 di Enzo Bucchioni    per firenzeviola.it   articolo letto 908 volte

Daniele De Rossi non giocherà nella Fiorentina. Forse qualcuno avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione a quello che ha detto Rocco Commisso nei giorni scorsi, "sono solo fake news", invece di insistere. Certo, il giocatore anche a 36 anni in questa Fiorentina che nasce ci potrebbe stare per classe, esperienza e carisma, ma sta pensando ad altre soluzioni per il suo fine carriera lontano da Roma e dalla Roma. Chi lo dice?

Risulta che da diversi giorni non ci sia alcun contatto fra De Rossi, Pradè e Montella che pure sono amici di vecchia data. Morale?

Non c’è la Fiorentina nei pensieri di De Rossi che ha sempre in testa di regalarsi un’esperienza nel Boca Juniors o in alternativa seguire Giampaolo al Milan per poi avviarsi alla carriera di allenatore sulla scia del mister rossonero da lui stimatissimo.

Ma nessuno deve meravigliarsi di questa girandola di nomi. A parte qualche sfondone dei soliti noti, da Higuain a roba del tipo "Sensi alla Fiorentina" letto appena ieri quando il giocatore è già dell’Inter, questi sono i giorni dei giocatori vaganti.

Non solo De Rossi, anche Borja Valero che ha creato tante suggestioni, ma come vi abbiamo già detto non fa parte dei programmi della Fiorentina. Lo stesso discorso va fatto per Biglia. Sono tutti giocatori che hanno un ingaggio molto alto e non è il momento per trattarli. Magari più avanti, quando il mercato non offrirà loro delle soluzioni, il discorso potrà anche essere ripreso, ma soltanto negli ultimi giorni quando (eventualmente) questi giocatori non avranno trovato quel che desiderano e potrebbero diventare un affare. Solo allora potrebbero trasformarsi in un qualcosa in più, un completamento nella costruzione della squadra che oggi Pradè ha in testa. Come il direttore sportivo ha ampiamente spiegato a Commisso e agli altri vertici societari.

Cosa si sono detti, a proposito, i vertici della Fiorentina nel summit di domenica scorsa durato tre ore?

Chi pensa che sia stata fatta una lista della spesa, nomi su nomi, sbaglia di grosso. Sia Commisso che Joe Barone sanno poco o nulla del calcio italiano e di chi potrà far comodo alla Fiorentina, si fidano di Pradè, la riunione è servita per gettare le basi operative a tutto tondo.

Commisso ha dato le linee per il comparto sportivo, ma anche per il marketing e l’organizzazione.

Vuole una squadra che giochi un buon calcio, fatta se possibile da italiani, deve avere un forte senso di appartenenza per essere un tutt’uno con la città e i tifosi. Si è parlato anche dell’organizzazione del gruppo. Sono un problema i 47 giocatori corviniani trovati come pesante eredità e s’è deciso di passare subito alla fase delle cessioni. Come vi avevamo anticipato, della vecchia Fiorentina resteranno soltanto 6-7 elementi, ma questo lo avevano già preventivato Barone, Pradè e Montella una settimana fa. Oltre al confermatissimo Chiesa (ne abbiamo già ampiamente parlato), resteranno Pezzella, Milenkovic, Vlahovic, uno fra Dragowski e Lafont, Benassi (ma se arriva un’offerta può partire pure lui) e forse Dabo. Tutti gli altri sono sul mercato, mentre i giovani più interessanti della Primavera e quelli che tornano da prestiti come Sottil, Castrovilli ed altri, saranno valutati direttamente da Montella nel ritiro di Moena.

Nel vertice si è parlato anche di questo. Commisso tiene molto alla tournee americana della Fiorentina. Negli USA andrà la squadra migliore per il periodo, anche i viola nella lista dei partenti e ancora non ceduti, per cercare di fare una figura migliore possibile. Commisso ci tiene a un buon biglietto da visita. Si è parlato anche di iniziative per incentivare il marketing societario.

Il patron italo-americano non mette furia a nessuno. Tutti dovranno lavorare duro, ma c’è la consapevolezza che per costruire una squadra quasi interamente nuova c’è bisogno di tempo. Pradè ha già in tasca un foglio con quella formazione, ma i nomi li farà sapere soltanto al momento giusto, aspettando, anticipando, giocando a nascondersi o affondando, come è giusto fare. Presto dai dirigenti amministrativi di Commisso saprà anche il budget che avrà a disposizione.

Fra i giocatori che interessano vi abbiamo già detto di Bennacer dell’Empoli. Piace molto. Ma adesso è alla coppa d’Africa e non vuole distrazioni. S’è inserito il Lione e potrebbe essere un concorrente serio visto che gioca la Champions League. Vediamo. Un nome in crescita è quello di Manuel Locatelli, classe 1998, del Sassuolo, ex Milan. Con Montella giocava moltissimo, può diventare un giocatore di primo livello. Abbiamo già detto che al Sassuolo piace Simeone. Locatelli meglio di Duncan, se ne parla. Non sarà facile perché il Sassuolo ha già venduto Sensi, ma il discorso è aperto. Pradè è sempre su De Paul, ma anche qui si aspettano prezzi migliori. Per le cessioni sono ore decisive per Veretout. Pradè non vuol scendere sotto i 25 milioni e l’asta fra Milan e Roma con il Napoli alla finestra, può favorire le strategie viola. Insomma, c’è da aspettare fidandosi di una dirigenza nuova dal grande entusiasmo e con una spinta emotiva straordinaria. C’è da fidarsi di Pradè e del suo gruppo di lavoro, l’ho detto: servirà un po’ di pazienza. Ma anche la famosa squadra del 2012 nacque negli ultimi giorni e già all’inizio del campionato sorprese tutti.

Nel vertice non s’è parlato di Batistuta. L’impressione è che quella pausa di riflessione della quale vi abbiamo parlato, sia destinata a durare per un po’. Non ho buone sensazioni perché Bati non è entusiasta del ruolo di Club manager, quello che fu di Antognoni. Vorrebbe lavorare più vicino all’allenatore, sul campo, ma la situazione è complicata. Aspettiamo fiduciosi perché Commisso come ha detto lui, vorrebbe ancora fortemente Bati.


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