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L’ADRENALINA DA SFRUTTARE E LA DOPPIA SFIDA DI MONTELLA. VLAHOVIC SCALPITA, CON L’ATALANTA PUÒ ESSERE LA SUA PARTITA. COMMISSO TORNA NEGLI USA CON UN PIZZICO DI ENTUSIASMO IN MENO: TRA UN MESE LA DEADLINE PER LO STADIO

18.09.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi    per firenzeviola.it   articolo letto 424 volte

L’adrenalina è ancora alta, la grande partita giocata con la Juve ha rilanciato le ambizioni viola e, cosa ancora più importante, ha dato consapevolezza alla squadra. La Fiorentina resta un cantiere aperto, ma certe partite rimangono nella mente e possono far cambiare marcia. 

La sfida adesso è duplice, complessa ma anche maledettamente stimolante: trovare un’identità di gioco e dare continuità ai risultati. Ai complimenti infatti Montella dovrà iniziare ad aggiungere punti, perché la classifica dice che dietro ai viola c’è solo la Samp del contestatissimo Ferrero. Il 3-5-2 di sabato compatta la squadra ed esalta la corsa degli esterni, copre la difesa e la lentezza di Badelj e allo stesso tempo libera le briglie del puledro di razza Castrovilli, un gioiellino che Pradé e Barone (non a caso) vogliono blindare con un nuovo contratto ad hoc.

Il punto debole, naturalmente, è l’attacco, perché Ribery e Chiesa hanno talento da vendere, ma senza un centravanti accanto rischiano dare scarsa concretezza al loro calcio raffinato. Pedro non è ancora al massimo, Montella lo vuole inserire con calma anche per dargli tempo di ambientarsi: in queste partite, al massimo, potrà essere una valida alternativa. Vlahovic però scalpita, ha rabbia, fisico e senso del gol. In altre parole, si merita la sua chance. Già domenica contro l’Atalanta? Perché no, anche a costo di sacrificare Chiesa nel ruolo di Lirola. Come ha detto Barone, serve la vittoria. La vuole Commisso (sarebbe la prima della sua storia viola), la chiede il pubblico e la cerca anche la squadra, che si meriterebbe un premio dopo aver raccolto pochissimo. L’Atalanta per altro evoca cattivi ricordi, l’eliminazione dalla coppa brucia ancora e pure la sconfitta di Bergamo in campionato (l’inizio della fine dell’avventura di Pioli) segnò la pessima stagione viola: tutte motivazioni in più per tentare l’impresa e prendersi la rivincita. Montella per altro avrà il piccolo vantaggio di giocare contro una squadra impegnata in Champions. Stasera infatti Gasp debutta a Zagabria e in vista della Fiorentina ha già annunciato turnover. Il calendario resta un Gran Premio della montagna ma forse non tutti i mali vengono per nuocere, a patto che la Fiorentina di sabato non sia stata l’eccezione. 

Commisso intanto se ne torna a New York con un pizzico di entusiasmo in meno. In questi giorni si è goduto Firenze (bellissima l’idea di coinvolgere il Meyer nella vita viola), ma la vicenda stadio lo turba. Farlo alla Mercafir significa aspettare anni, mettere le mani sul Franchi invece equivale a fare i conti con burocrazia e costi enormi: ne vale la pena? Rocco se lo sta chiedendo spesso, nella sua testa questo ennesimo viaggio fiorentino sarebbe dovuto coincidere con firme e via libera ai nuovi progetti. Invece nulla. Nardella comunque non molla e in questi giorni parlerà con il governo per tentare di avere il sì al progetto di restyling presentato dall’architetto Casamonti: entro fine ottobre se ne saprà di più. Rocco non può e non vuole aspettare. Fargli perdere la pazienza sarebbe il peggior autogol che si potrebbe fare. 


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