COLPA DI SOUSA, UN’ALTRA SERATA IMBARAZZANTE. IL CASO TURBA LA SQUADRA E L’AMBIENTE. SCELTE INCOMPRENSIBILI, PERCHÉ FUORI ILICIC E ASTORI? ALTRO CHE TESTA, I VIOLA NON CORRONO PIÙ. BERNA HA PERSO UMILTÀ
Sarà anche colpa della testa, come dice Paulo Sousa, ma la Fiorentina non corre più e se corre lo fa come una lumaca. Se non corri non vinci: nel calcio è quasi matematica. Così la squadra viola, chiuso definitivamente il discorso Champions, butta via lagrandissima occasione del controsorpasso all’Inter battuta a Genova. Anche un triste pareggio poteva essere utile, invece un’altra notte imbarazzante ha dato il via libera alla piccola Udinese, alle prese con i problemi di salvezza.
I bianconeri hanno dominato la Fiorentina nel gioco e nell’intensità, hanno segnato due bei gol, colpito due legni e sprecato altre occasioni. I viola si sono accontentati di Zarate e niente più. La vittoria con il Sassuolo aveva illuso, questa squadra ormai è l’ombra di quella ammirata in autunno. Sarà la testa o saranno le gambe, ma non c’è più traccia di gioco e manca anche la personalità.
Il crollo verticale, naturalmente, coinvolge e chiama in causa anche Sousa che avrà sicuramente le sue ragioni nel tenere sulla corda un’intera città e un’intera tifoseria, ma i suoi dubbi e le sue incertezze si stanno riversando anche sulla squadra.
Non ci è piaciuta la formazione iniziale (una sorta di 4-4-2 troppo timido), non ho capito le scelte, in particolare l’esclusione di Ilicic l’uomo più in forma del momento, ancora meno quella di Astori vista l’ennesima incredibile prestazione di Roncaglia, ma anche questo Kalinic minore doveva giocare dall’inizio.
A che serve il turn over nelle ultime cinque giornate di campionato? Non mi dirà Sousa che questi giocatori nelle ultime settimane sono stati stressati. Da chi? Da cosa? Sarà mica che si allenano poco e quegli allenamenti creativi che ha inventato sono troppo poco per mantenere la giusta tensione agonistica? Solo Borja Valero doveva star fuori per evitare ammonizioni.
Far giocare ancora Bernardeschi al posto di Ilicic diventa un accanimento visto che il ragazzo di Carrara avrebbe bisogno di riposo e soprattutto di un bel bagno di umiltà. Non e’ più quello di qualche mese fa e il calo atletico è normale, quello che non è normale è l’atteggiamento, la ricerca del difficile, la chiara presunzione nelle giocate. Quando non stai bene devi fare le cose facili, metterti al servizio della squadra e stop. Il caso è aperto e non va trascurato. Se continua così Bernardeschi si gioca quello che si era guadagnato, ma rischia anche con Conte che vuole giocatori umili e motivati sempre.
Al di là della ennesima formazione sbagliata e della prestazionesenza carica agonistica, mi chiedo anche quali siano le cose insormontabili che impediscono a Sousa di dire quelle poche parole necessarie a normalizzare l’ambiente, che tutti si aspettano. Sa già di restare, tenere così tutti sulla corda per cose banali e facilmente risolvibili, sinceramente è stucchevole.
C’è di più, il suo comportamento dà modo a tutti gli anti-società di scatenarsi in dietrologie false e di trovare pretesti per attaccare i Della Valle e avvelenare i pozzi. In questo modo Sousa rischia di vanificare anche tutto il grande lavoro che lui ha fatto.
Il discorso l’ho già sottolineato in altre occasioni. Per come è fatto il calcio, se Sousa allenasse in un’altra società sarebbe già stato esonerato per questo comportamento che pur in modo gentile ed educato, senza clamori, di fatto sfida la società e fa passare messaggi sbagliati. Sousa divide mentre un allenatore ha il compito di compattare.
Sbaglia anche la società a non essere più presente e più decisa nel gestire questa vicenda che ormai è diventata stucchevole e rischia di far saltare il banco.
Le parole di Cognigni di ieri sera la dicono lunga sul clima che si è creato e che, sinceramente, pensavo si potesse evitare. Le parole più volte ripetute da Della Valle non hanno avuto seguito e l’allenatore non ha detto quello che la società si aspettava. Adv doveva essere più chiaro giovedì scorso nella sua visita ai campini, come presidente, (quello che paga) doveva pretendere comportamenti diversi proprio nell’interesse della Fiorentina. Si lascia troppo correre, i problemi piccoli diventano cosi’ insormontabili e ingestibili.
Dopo Prandelli e Montella ora Sousa: la società si interroghi sul perché nascono queste situazioni. O scelgono allenatori sbagliati per la piazza, troppo ambiziosi o troppo presuntuosi, o li gestiscono male dando troppo potere e troppa importante.
Cosa vuole Sousa? Quando ha accettato due anni di ingaggio e un terzo come ipotesi allenava il Basilea, nessuno gli ha detto che avrebbe avuto una squadra da scudetto o in grado di conquistare la Champions, non capisco quindi cosa abbia da pretendere. L’organico della Fiorentina non è da primo posto, ma è pur sempre una squadra importante, con dodici nazionali.
E se, come dice qualcuno, Sousa è davvero arrabbiato per il mercato di gennaio e si comporta in questo modo, sarebbe da cacciare due volte. E’ vero, ha ragione, il mercato è stato sbagliato, è stata persa una grande occasione. Lo ha detto più volte, ma questo non può condizionare una stagione.
Il suo compito è solo di allenare al meglio la squadra che ha e anche senza acquisti non credo che questo gruppo non sia sufficientemente forte per battere Verona, Sampdoria, Frosinone e Udinese. Sono questi i punti che mancano e non credo che con Mammana sarebbero cambiate le cose.
Ora c’è la Juve, soltanto battendo i bianconeri questo allenatore e questa squadra possono riacquistare quei bonus che stanno perdendo. Il campionato dura nove mesi e non cinque come in Svizzera, di sicuro la società poteva e doveva fare di meglio, ma anche l’allenatore ha sbagliato parecchio con i fatti e con le parole.


