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IN ARRIVO AGUSTIN ALVAREZ, PULGAR VICINO AI SALUTI. RABBIA VIOLA, LA FIESOLE È STATA CHIARA. INTERESSEREBBE IL PENSIERO DI ROCCO. MOMENTO DIFFICILE: FORTINO ITALIANO
lunedì 31 gennaio 2022, 10:54L'editoriale
di Mario Tenerani
per Firenzeviola.it

IN ARRIVO AGUSTIN ALVAREZ, PULGAR VICINO AI SALUTI. RABBIA VIOLA, LA FIESOLE È STATA CHIARA. INTERESSEREBBE IL PENSIERO DI ROCCO. MOMENTO DIFFICILE: FORTINO ITALIANO

Mentre il clima post Vlahovic in città è sempre molto caldo, il mercato sta per regalare un’altra novità in attacco per Italiano: Agustin Alvarez, uruguagio del Penarol, classe 2001, con molta voglia di sbarcare in Italia. La Fiorentina lo segue da tempo, c’è Burdisso che ha tessuto la tela e adesso sta per portare a casa il risultato. Si potrebbe chiudere intorno ai 12-13 milioni anche se si è partiti da 10, infatti dentro entrerebbero un po’ di bonus. Si può definire subito, ma non essendoci un posto libero per gli extra comunitari, Alvarez arriverà a giugno anche se sarà tesserato ora. Sul sudamericano c’è anche una forte concorrenza del Milan.

Piatek, poi Cabral, adesso Alvarez: da qui si capisce come la cessione di Vlahovic si sia sublimata una settimana fa, ma in realtà la società era pronta da novembre a questo epilogo. Basta rimettere insieme le dichiarazioni prima del presidente poi di Barone per capire che il dado era stato tratto. Vlahovic voleva la Juve e la società ha fatto di tutto per accontentarlo. La sintesi di un interesse reciproco. C’è chi vende e c’è chi parte.  

Cabral bloccato da tempo e sulle tracce di Piatek la Fiorentina c’era da tanto. Alvarez, invece, è stato un ultimo tassello per tamponare l’emorragia Vlahovic. Da un solo attaccante, Kokorin è come se non ci sia mai stato, la Fiorentina passa a tre. Fa capire di aver capito la lezione. Due gironi senza alternative a Vlahovic sono stati un azzardo che per fortuna non ha pagato dazio. Altrimenti la prima metà del 2021 avrebbe avuto conseguenze drammatiche per la classifica, solo se si fosse fermato per un problema banale il serbo. E’ partito il diamante, il centravanti di cui tutti parlano, ma sono arrivati tre che speriamo possano, sommando tra loro i pregi, surrogare una mancanza così pesante. Cabral e Alvarez sono due investimenti nel solco tracciato dal club: giocatori giovani, contratti lunghi, prospetti interessanti. Del riscatto di Piatek, semmai, se ne riparlerà a giugno.

Toccherà ad Italiano scegliere chi mandare in campo volta per volta: magari, in certi frangenti, anche due su due. La concorrenza non ha mai fatto male a nessuno, è sinonimo di competitività a cominciare dalla partitella del giovedì. Italiano avrà il suo bel da fare, ma è pagato anche per questo. Nello stipendio, invece, non rientrano i problemi del mercato, come ad esempio una cessione della quale quasi tutti avrebbero fatto volentieri a meno. A partire dall’allenatore. Il tecnico nel suo percorso di rimodulazione tattica della squadra, dovrà essere assistito come prima, ma pure di più, dalla dirigenza. Andrà eretto un fortino a difesa di Italiano e del suo branco. Che significa? Intanto che se malauguratamente dovessero arrivare delle battute a vuoto, e nel caso lo spettro di Vlahovic aleggerebbe nitido, sarebbe opportuno difendere allenatore e giocatori. Non per creare alibi perniciosi, bensì per spiegare che il gioco del calcio non è come la corrente elettrica, stacca e riattacca la spina. Con Vlahovic la Fiorentina si muoveva in modo, per altro anche molto bene, con Piatek e Cabral (poi Alvarez vedremo) dovrà trovare geometrie alternative. Il festival delle figurine, ne tolgo una e la sostituisco con quella del nuovo pacchetto, funziona da bambini, appena finita la scuola, in campo no. Speriamo che il concetto sia chiaro a tutto, in primis alla società viola. Perché sul piano economico la cessione di Vlahovic è stato un affare per chi incassa, ma è tutto da dimostrare che lo sarà sugli sviluppi tecnici della Fiorentina. Quell’Europa che improvvisamente si era stagliata all’orizzonte - con onestà intellettuale giova ricordare che il presidente Commisso, nell’indicare in estate il traguardo finale, aveva detto dal “nono posto in su” - e che poteva forse essere agganciata, adesso in linea teorica si allontana di nuovo, a meno che Italiano e i suoi ragazzi non facciano un’impresa. Non capita, infatti, così spesso che venga ceduto il capocannoniere del campionato a metà percorso. Sarebbe stato meglio rischiare di prendere un po’ meno a giugno e puntare tutto sul ritorno in Europa, anche dal punto di vista del prestigio e dei vantaggi commerciali di immagine, piuttosto che salutare ora Vlahovic. Ma ormai è andata così: a maggio conosceremo la verità del campo.

La Curva Fiesole ha fatto un comunicato nello stile della sua storia, chi si meraviglia non conosce questi tifosi. Concedono prima di chiedere. Danno un’ampia apertura di credito che però è a scadenza: quando si sentono traditi e vedono azioni che non corrispondono a quanto promesso fanno sentire la propria voce. In quella nota ci sono critiche dure ai dirigenti della Fiorentina, qualcosa anche per Commisso, ma soprattutto al presidente si tende una mano con un avvertimento: venga a Firenze e spieghi cosa è successo e che succederà. Chiarezza sulla vicenda Vlahovic, su chi ha dato il via definitivo all’operazione e poi sui programmi. Infine in quella presa di posizione c’è un dogma: mai più un viola alla Juventus. Giusto e sacrosanto l’appoggio totale alla squadra che fino ad oggi ha dimostrato di avere gli attributi. Il tempo delle luna di miele è finito, ma c’è ancora tempo per non rovinare un rapporto, anzi addirittura per migliorarlo. Basta aver voglia di capire cosa è Firenze. Quel senso di appartenenza che è avulso dalla bacheca dei trofei. La Fiorentina è anche un fatto di calcio, ma è tanto altro. Cultura, tradizione, gioia, sofferenza. La Fiorentina è un parente, una cosa di famiglia e come tale va trattata. E adesso sarebbe molto interessante ascoltare o leggere una parola di Rocco Commisso. Un parere autorevole del presidente su questo periodo di grande delicatezza. Lo aspettiamo fiduciosi.

Nel frattempo Pulgar potrebbe finire in prestito con diritto di riscatto al Galatasaray. Buon giocatore, merita spazio.

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