Ranieri Pontello: "Ok il Viola Park ma ora servono giocatori e dirigenti competenti"
Presente presso Villa Arrivabene a Firenze, nell'ambito della mostra "80 nostalgia di quel giglio" (rassegna dedicata alla Fiorentina degli anni '80), l'ex presidente viola Ranieri Pontello ha parlato in esclusiva a Radio FirenzeViola, soffermandosi sui ricordi del passato e sulla stretta attualità: "
Presidente, che effetto le fa essere qui e vedere tante foto, tante immagini di quell’epoca che l’ha vista protagonista?
"Mi fa un bell’effetto, anche perché sono passati più di 40 anni e quindi pesano sulle spalle, però ancora si portano via. Comunque un bell’effetto, bei ricordi".
Quante volte ci ha pensato a quello scudetto dell’81-82?
"Tantissime volte, purtroppo non ci è andata bene, peccato. Anche perché siamo rimasti in contatto con tutti i giocatori di quell’anno, abbiamo anche una chat e quindi ai vari compleanni ci facciamo gli auguri e ci ricordiamo".
A mente fredda, qual è stato il momento decisivo in negativo in quella stagione?
"Probabilmente ce ne sono stati tanti di elementi, qualche pareggio che forse non avremmo dovuto fare, magari una vittoria in più. Poi siamo arrivati in fondo, con il maggior punteggio dei campionati quando c’erano ancora i due punti, quindi ne abbiamo fatti tanti e ci è mancato l’ultimo. Forse ci è mancato, non lo so".
Oggi segue la Fiorentina?
"La seguo, non seguo più direttamente il calcio perché poi mi fa fatica. Poi non si sa mai quando c’è la partita, tra un po’ la faranno anche alle sette e mezzo la mattina per andare a prendere il cappuccino. Prima si sapeva: la domenica alle tre si va allo stadio. Ora non so più a che ora andare, non si sa più quando sono le partite, addirittura non c’è più andata e ritorno, le fanno quando vogliono, insomma è cambiato tutto".
Quest’anno ha seguito le vicende della Fiorentina, che ha faticato parecchio per la salvezza.
"Sì, ormai direi che la salvezza è stata raggiunta, facciamo le corna perché sono molto scaramantico, forse non lo dovevo dire, però ha faticato molto".
A proposito della proprietà Commisso, non sono arrivati trofei ma è stato costruito il Viola Park. Anche voi volevate fare il centro sportivo a Santa Brigida.
"Sì esatto, anche noi avevamo pensato al centro sportivo, non così faraonico come il Viola Park. Questo è un bene, sarà un asset della società. Io però più che ai centri sportivi penso ai giocatori, quindi prima si comprano i giocatori e poi si fanno i centri sportivi".
Secondo lei ci sarà la possibilità di rilanciare la Fiorentina con Commisso, considerando il gap con le grandi?
"Non lo so, questo dipende dalla proprietà. Io non mi permetto di giudicare gli altri, facciano come preferiscono. Comunque secondo me ci sono tante cose da fare per poter ritornare un po’ ai vertici della classifica".
La prima?
"Ce ne sono tante da fare: comprare i giocatori giusti. Affidarsi a uomini competenti, soprattutto pensare ad avere dirigenti competenti che sappiano gestire. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere direttori sportivi di grandissima competenza: Tito Corsi, Italo Allodi, Claudio Nassi, Bernardino Previdi. Tutti, tutti. È lì che abbiamo investito, su queste persone, perché conoscevano il calcio e ci è andata bene nei primi anni".






