Fiorentina, i meriti di Vanoli protagonista della salvezza: stasera va applaudito. I giocatori hanno deluso, la società anche, l'allenatore no
Dopo lo sfregio alla Juve, sarebbe un peccato se la Fiorentina chiudesse questa disgraziata stagione davanti alla sua gente senza una vittoria contro l’Atalanta. Stasera, al Franchi, ci saranno reazioni contrastanti e comunque difficili da prevedere. Arriveranno fischi per i giocatori? Ci saranno striscioni non troppo amichevoli per i dirigenti? Su un personaggio, però, non dovrebbero esserci incertezze: Paolo Vanoli è stato il protagonista della salvezza e merita (meriterebbe) solo applausi. Questa non è una candidatura per la prossima stagione e non significa che debba restare sulla panchina della Fiorentina per meriti acquisiti, è solo il giudizio finale di quanto accaduto durante un’annata assurda, impossibile da spiegare anche dentro il Parco Viola.
I meriti di Vanoli non sono pochi, come i problemi che ha trovato all’inizio della sua gestione che qui cerchiamo di elencare. (1) Quando ha preso il posto di Stefano Pioli, dopo la 10ª giornata, la Fiorentina era ultima con 4 punti, a -2 dalla quart’ultima posizione allora occupata dal Pisa. (2) La squadra era paralizzata dalla paura e non aveva energia sufficiente per tenere un ritmo di gara decente. (3) Lo spogliatoio scricchiolava. (4) Il direttore sportivo in carica, Daniele Pradè, si era dimesso pochi giorni prima e non era ancora arrivato il suo sostituto. (5) Stava cominciando a montare la contestazione dei tifosi. (6) Ma soprattutto, se ne stava andando il presidente Rocco Commisso e nella Fiorentina si stava aprendo un vuoto spaventoso. Vanoli ha impiegato un po’ di tempo, un paio di mesi, prima di venire a capo della situazione, aiutato anche da Fabio Paratici. Alla 15ª giornata, dopo la sconfitta in casa col Verona, la Fiorentina era ancora ultima in una situazione peggiore, aveva 6 punti e -8 dalla quart’ultima posizione del Parma, la statistica diceva che nessuna squadra si era salvata con gli stessi punti nella stessa giornata.
Poi però è partita e ha cominciato a viaggiare a una media superiore rispetto alla salvezza. I meriti del tecnico sono apparsi evidenti. (1) Ha rattoppato uno spogliatoio che stava andando a pezzi (ricordiamo la storia del rigore a Reggio Emilia contro il Sassuolo). (2) Ha riportato la squadra a un livello atletico mai raggiunto prima. (3) Ha restituito fiducia con qualche ottimo risultato, dalla vittoria sulla Cremonese alla 18ª giornata fino alla vittoria di Bologna alla 21ª, in mezzo i pareggi con Lazio e Milan. (4) Ha insistito su Nicolò Fagioli regista, così da restituirgli una qualità tecnica vista raramente in precedenza. (5) Ha inventato Fabiano Parisi ala destra con eccellenti risultati. (6) Come gioco non è stata una Fiorentina brillante, non ha mai avuto una continuità tecnica, però è giusto ricordare che non tutte le partite sono state inguardabili. Ne scegliamo cinque: Como-Fiorentina 1-2, Cremonese-Fiorentina 1-5, Fiorentina-Crystal Palace 2-1, Fiorentina- Inter 1-1 e ovviamente Juventus-Fiorentina 0-2. Sono cinque partite in cui i viola sono stati “squadra”. (7) Ha fatto a meno del vero Moise Kean, che nel campionato scorso aveva segnato 19 gol e quest’anno è a 8. (8) Nel girone di ritorno ha fatto 28 punti, se batte l’Atalanta sale a 31 e se facciamo una proiezione sui due gironi arriva a 62, soltanto 3 punti in meno della Fiorentina di Raffaele Palladino. È per tutte queste ragioni che Vanoli merita un applauso. Ed è sempre per queste ragioni che per sostituirlo la Fiorentina dovrà scegliere un allenatore non solo bravo, ma soprattutto più bravo di Vanoli.






