Dov'è finito il Comuzzo della scorsa stagione? I numeri del drastico calo del difensore viola
Come succede di consueto al termine di ogni stagione si iniziano a tirare le somme e a fare i bilanci su quelle che sono state le cose positive e quelle negative. In casa Fiorentina ovviamente sulla bilancia pesano molto di più gli aspetti negativi di una stagione che ha visto i viola essere in lotta salvezza per la maggior parte del campionato. Diversi sono stati infatti i singoli che, trascinati dal contesto difficile della squadra soprattutto della prima parte di stagione, hanno reso ben al di sotto delle aspettative. Uno in particolare su tutti è stato Pietro Comuzzo, rimasto a Firenze dopo un’estate turbolenta a livello di mercato (ricorderete il suo rifiuto all’Al-Hilal di Simone Inzaghi che avrebbe portato in cassa alla Fiorentina circa 30 milioni di euro) e mai veramente tornato sui livelli di prestazione mostrati lo scorso anno sotto la gestione di Raffaele Palladino.
Una stagione in netto calo
Il suo campionato purtroppo è terminato con un goffo autogol in Fiorentina-Atalanta che è in un certo senso lo specchio di quella che è stata una stagione fatta di molti bassi e pochi, pochissimi alti, per il prodotto del settore giovanile viola. Certamente sono tanti i fattori a livello ambientale e tattico che hanno influito su questo calo, a partire appunto dalle trattative di mercato che ha inizio anno lo hanno mentalmente distratto, fino ad arrivare ad un’impostazione di gioco totalmente diversa da quella che gli aveva costruito Palladino, ossia un blocco difensivo più basso e meno campo da coprire. La Fiorentina infatti, soprattutto sotto la gestione Vanoli, ha provato ad improntare il proprio gioco su una difesa uno contro uno a tutto campo che invece di esaltare Comuzzo ha finito per penalizzarlo.
Il crollo di Comuzzo nei dati
Per capire meglio però quanto il difensore gigliato abbia abbassato i suoi standard ci appelliamo anche ad alcune statistiche relative al suo campionato. Comuzzo infatti, oltre ad aver giocato meno minuti e meno partite rispetto alla scorsa stagione (1700 i minuti del 2025/26 contro i 2202 del 2024/25 in Serie A) ha diminuito in fase di possesso il numero di lanci lunghi effettuati a partita, 1,5 quelli di quest’anno contro i 2,1 della scorsa stagione, sintomo di una squadra che ha provato meno ad andare in verticale e più a fraseggiare (altro aspetto che ha penalizzato un ragazzo che non ha nella tecnica e nella costruzione una delle sue peculiarità) ed in generale ha abbassato i suoi numeri in tutte le statistiche difensive. Ha vinto meno contrasti, anche se di poco, 1,2 di media a partita di quest’anno contro l’1,3 dello scorso anno, ha subito il doppio dei dribbling dello scorso anno, 0,4 a partita in questa stagione contro gli 0,2 della scorsa, ha vinto meno duelli a terra, 1,4 in questa stagione a partita contro l’1,6 della scorsa, ed è risultato anche molto meno efficace nel contrasti aerei, 1,2 quelli vinti di media a partita quest’anno contro i 2 a partita della scorsa stagione.
Cosa fare in estate?
Insomma come detto in generale è calato in tutti i suoi standard, rendendosi protagonista di diversi episodi che sono costati il gol ai viola. Ora il tema relativo al suo futuro ovviamente sarà uno di quelli centrali da risolvere per Fabio Paratici, che dovrà capire se riconfermare Comuzzo in rosa in vista della prossima stagione o se cedere il ragazzo consapevoli di non poter più ricavare le cifre che circolavano la scorsa estate.






