Vendere bene, comprare benissimo: la missione di Paratici nel mercato più difficile di sempre. Ricci, Dovbyk e Santiago Gimenez: tre idee a costi sostenibili
Con il destino di Fabio Grosso che è sempre più prossimo a incrociarsi con quello della Fiorentina, iniziano a prendere corpo le prime voci di mercato per la costruzione della squadra in vista della stagione 2026-2027. Prima che i nomi, si intravedono le prime strategie, necessarie per seguire con attenzione e senza sfondoni le mosse che Paratici e Goretti attueranno nei prossimi mesi per consegnare al nuovo allenatore una squadra più giovane e meno onerosa da un punto di vista degli ingaggi, ma anche più cucita addosso allo stesso mister. Aspetto, quest'ultimo, troppe volte ritenuto secondario dalla dirigenza viola con gli allenatori del recente passato e che ora pare diventata, finalmente, una priorità.
Il rientro dei prestiti è una gatta da pelare
Paratici è atteso dal mercato più difficile della storia recente della Fiorentina, con decine di giocatori da piazzare in uscita e con una squadra che dopo i pessimi risultati della passata stagione dovrà essere cambiata in tutti i settori del campo. Proprio dai prestiti che rientreranno, i dirigenti dovranno essere bravi a monetizzare il più possibile. Difficile pensare che anche solo uno dei giocatori mandati altrove possa trovare spazio nel prossimo futuro. Forse l'unico potrebbe essere Amatucci, salvo offerte interessanti e previo via libera da parte dello stesso Grosso. Poi ci saranno da piazzare Beltran (valore di mercato attuale circa 8 milioni), Richardson (4 milioni), Sottil (2-3 milioni), Nzola (3-4 milioni), Sohm (8-10 milioni), Moreno (5 milioni), Valentini (3 milioni), Bianco (2-3 milioni) e Barak che probabilmente verrà ceduto a titolo gratuito. In più c'è Infantino che verrebbe riscattato dall'Argentinos Junior in caso di salvezza. Non citiamo la lunga serie di giovani promettenti come Harder o Rubino (per fare due esempi su tutti) che probabilmente verranno ceduti nuovamente in prestito, magari con ambizioni superiori rispetto a quelle della stagione appena trascorsa. In più la Fiorentina ha già guadagnato 2,6 milioni di euro dal riscatto obbligatorio da parte del Monza di Lucchesi. Insomma una lunga serie di cessioni che però difficilmente verranno tutte concluse a titolo definitivo. Ma in ogni caso una missione nella missione per provare a rinpinguare le casse viola in vista di un mercato che, come detto, sarà complicatissimo.
Il viaggio in America
l viaggio in America di Paratici e Ferrari per incontrare la proprietà sarà anche decisivo per capire le linee guida su acquisti e cessioni della prima squadra. La famiglia Commisso dovrà chiarire ai dirigenti cosa significa "non pensare in piccolo" e garantire una copertura economica per far fronte alla ricostruzione che ovviamente passerà anche dalla potenziale cessione di alcuni big. Dodo, Gudmundsson e Kean sono i primi tre nomi in questa lista, a cui possiamo aggiungere potenzialmente sia Gosens che De Gea, più per motivi di monte ingaggi che per motivi tecnici. Cessioni che potrebbero coinvolgere anche altri giocatori, anche perché la sensazione è che a parte Ndour, pupillo anche dello stesso Paratici, non ci siano giocatori "incedibili", denominazione poco corretta anche per l'azzurro visto che di fronte a offerte ritenute congrue, tutti restano potenzialmente in partenza. Caso a parte è Piccoli: impossibile rientrare dei 25 milioni investiti l'estate scorsa. Potrebbe anche partire in prestito, ma vista anche la situazione legata a Kean, tenerlo potrebbe portare più che un beneficio. Non è un giocatore scarso, piuttosto è stato inghiottito da un rendimento generale veramente scarso e dalla famosa preparazione che non gli ha permesso di rendere al massimo.
Qualche idea di mercato
Arrivando alle entrate, serviranno tanti titolari e in tutti i ruoli. Sicuramente la ricerca è iniziata da un difensore centrale di piede mancino e dagli esterni offensivi ma solo per iniziare. Prenderei in considerazione la possibilità di fare un tentativo per Ricci del Milan, considerando che nella rivoluzione rossonera potrebbe esserci spazio anche per una cessione in prestito con obbligo di riscatto dell'ex Torino. Per l'attacco, se dovesse partire Kean, avrei due idee nostrane di alto livello: una viene sempre dal Milan e risponde al nome di Santiago Gimenez, l'altra porta a Roma sulle tracce di Dovbyk. Strade tutt'altro che semplici, ma sono due giocatori che devono rilanciarsi e potrebbero partire in prestito o per cifre inferiori rispetto all'acquisto da parte dei rispettivi club.
Queste sono solo idee di facile reperibilità. Quello che mi aspetto da Paratici però è un mercato di tanti nomi fuori dal circuito del mercato tradizionale. Mi piacerebbe vedere acquisti provenienti da paesi come l'Olanda o il Belgio. Anche dalla Francia o dal Portogallo. Senza tralasciare i Balcani o l'est Europa. O perché no, dal Sudamerica. Insomma un mercato di giocatori da scoprire che, a prezzi inferiori rispetto al quindicino canonico utilizzato in epoca Pradè, possano rivelarsi acquisti azzeccati come lo sono stati Ferguson per il Bologna o Frendrup per il Genoa. In ogni caso, sono i giorni in cui i dirigenti recupereranno energie per poi partire pancia a terra per costruire la Fiorentina del futuro. Un momento in cui la rassegnazione torna a lasciare spazio alla fiducia e alla speranza. Con l'auspicio che i presupposti presidenziali misti alle ambizioni dirigenziali, tornino a fare rima con i risultati sul campo.





