Inizia il Mondiale: Thorstvedt, Volpato e non solo. Fiorentina negli States anche per la rassegna iridata: ecco cosa tenere d'occhio, in campo e fuori
Il gancio tra Fiorentina e Mondiale è facilissimo e ce lo concede il suo nuovo allenatore. Fabio Grosso. L'uomo copertina del 2006. Colui che ha calciato (tutti sappiamo dove) l'ultimo pallone toccato dall'Italia in una fase a eliminazione diretta del torneo più importante al mondo. Son passati vent'anni, ai due Mondiali saltati ne abbiamo aggiunto un altro e pure stavolta gli italiani dovranno fare uno sforzo emotivo non da poco nel provare a passare senza troppi isterismi gli oltri quaranta giorni di kaleidoscopio culturale che sono alle porte. Ma visto che tra poco, ore 21 italiane, con Messico-Sudafrica, iniziano le danze, ecco altri legami stretti tra la Fiorentina e quello che succederà oltre Oceano fino al 19 luglio.
Vetrina cara
Mercato, mercato, mercato. Domina questo e quindi anche chi brillerà in Stati Uniti, Messico e Canada diverrà oggetto dei desideri di tante squadre - l'effetto James Rodriguez, chiamiamolo così-. Per la Fiorentina occhi soprattutto su due obiettivi: Cristian Volpato e Kristian Thorstvedt; il primo, che da poco ha scelto di abbracciare la nazionale australiana, esordirà nella notte tra sabato e domenica, ore 6 italiane, contro la Turchia (ecco un altro rimando al viola, il Ct Vincenzo Montella), poi se la vedrà contro i padroni di casa degli Stati Uniti e contro il Paraguay; il secondo farà parte di una Nazionale che si candida a essere una delle sorprese della manifestazione, la super-Norvegia di Haaland e soci, in campo per il debutto alla mezzanotte di mercoledì 17 giugno, poi martedì 23 notte contro il Senegal e alle 21 del 26 giugno con la Francia. I due calciatori del Sassuolo, nel mirino da tempo dei viola, non dovrebbero ricoprire ruoli centralissimi ma saranno comunque considerati nelle rotazioni. Entrambi vengono valutati 15 milioni dai neroverdi. Va da sé che un expolit in termini di prestazioni in occasione dell'evento più seguito del mondo farebbe schizzare le loro valutazioni.
Occhio ai bluff
Ogni Mondiale porta con sé un 'granchio' preso da qualcuno - da El Hadji Diouf nel 2002 col Senegal a Kleberson, stesso anno col Brasile, per non parlare di Diego Forlan, con l'Uruguay nel 2010 - per certi versi anche Sofyan Amrabat, trascinatore del Marocco dei miracoli quattro anni fa, quando ancora era un calciatore della Fiorentina), il procedimento è sempre quello. Vedi una pepita d'oro luccicare lì in mezzo ai più forti del mondo, lo compri d'impulso e poi capisci che si trattava solo di un exploit momentaneo. Per questo anche gli osservatori della Fiorentina, che seguiranno da vicino molte partite, dovranno stare attenti a non abboccare.
Il percorso di Marin
E poi fari puntati sull'unico calciatore della Fiorentina convocato a questi Mondiali (un record negativo nella storia recente del club). A portare tutto il peso del giglio è Marin Pongracic, centrale difensivo nella Croazia del Ct Dalic. Per il classe '97 esordio complicatissimo, martedì 17 giugno ore 22, contro l'Inghilterra, in uno dei pochi match di cartello di questa prima fase. Poi il 24 alle una di notte la sfida a Panama per concludere il girone alle 23 del 27 giugno contro il Ghana. Lo stesso discorso fatto per Thorstvedt E Volpato vale per lui, che dovrebbe partire titolare in una squadra che ha velleità di stupire ancora il mondo dopo la finale del 2018 e il terzo posto del 2022: in caso di prestazioni positive si accenderebbero i fari del mercato internazionale anche per lui.
Come funziona
I Mondiali 2026, al via oggi tra Stati Uniti, Canada e Messico, saranno i primi della storia con 48 nazionali partecipanti. Le squadre sono suddivise in 12 gironi da quattro e ciascuna giocherà tre partite nella fase iniziale. Accederanno alla fase a eliminazione diretta le prime due classificate di ogni gruppo e le otto migliori terze, per un totale di 32 squadre. Da quel momento inizieranno i sedicesimi di finale, seguiti da ottavi, quarti, semifinali e finale. La finale si giocherà domenica 19 luglio 2026 alle ore 15:00 locali (21:00 in Italia) al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey. Con 104 partite complessive (72 solo della fase a gironi), sarà l'edizione più grande di sempre.
Polemiche e politica: il caso dell'Iran
Segnatevi questo appuntamento: 26 giugno, Seattle. Data e luogo del pride match scelto dalla Fifa per questo Mondiale. Il caso vuole che la partita che serve per sensibilizzare tifosi e spettatori sui diritti Lgbtq+ la giocheranno Iran ed Egitto, due nazionali di due paesi in cui l'omosessualità è illegale. Se cerchiamo un controsenso in una manifestazione che si poggia sui controsensi dobbiamo guardare proprio una di queste due nazionali. L'Iran è stata tra le prime a qualificarsi - 25 marzo 2025: da allora le decennali tensioni con gli stati uniti si sono acuite a tal punto da sfociare nel conflitto bellico scoppiato a fine febbraio. Da lì è storia recente di telegiornali, guerra più o meno fredda, blocchi navali. Tutte cose che non possono stare fuori dai Mondiali di calcio, nonostante la Fifa, la stessa che ha assegnato il 5 dicembre 2025 al presidente degli Stati Uniti Donald Trump il proprio personale 'Nobel' per la pace (Fifa Peace Prize), continui a urlare che la politica non deve entrare nello sport. Lo farà. Anzi lo ha già fatto. Per una serie di problematiche che verranno fuori a breve. Ad esempio, la nazionale iraniana giocherà (vedremo con che modalità a livello di ordine pubblico) le sue tre gare del girone in territorio statunitense. E quindi tra visti che sono spariti e la necessità, imposta da Trump, di avere per il minor tempo possibili cittadini iraniani nel proprio paese, la squadra del Ct Ghaleonei sarà costretta ad allenarsi in Messico e spostarsi solo nei match-day negli States. La politica è entrata anche nelle convocazioni dello stesso Ghaleonei: è stato lasciato a casa Sardar Azmoun, terzo marcatore nella storia della nazionale, ufficialmente perché considerato un 'traditore', tra le altre cose, per il supporto alle proteste di piazza. Occhi su chi c'è quindi: sulle giocate dell'ex Inter Mehdi Taremi sopratutto sui gesti che lui e i compagni avranno il coraggio di fare. In questo ci viene incontro un precedente fresco, quello di Qatar 2022, quando diversi calciatori si schierarono a favore delle proteste a seguito della morte di Masha Amini. E per quanto riguarda i gesti simbolici di questo mondiale, uno l'abbiamo già visto: in mezzo a misure di sicurezze estreme, tutti i calciatori sono atterrati oltreoceano indossando una spilletta col numero 168. Si tratta del numero di vittime causate da un bombardamento americano che ha colpito una scuola primaria di Minab, avvenuto lo scorso febbraio.


