Una Fiorentina internazionale: Paratici ci prova ma servono anche investimenti
“Vogliamo una Fiorentina internazionale”, disse Fabio Paratici nel giorno della sua presentazione dà nuovo ds viola. Ieri, a distanza di quattro mesi, durante la festa del viola club Valdarno il dirigente ha sottolineato che l’obiettivo è quello di “costruire qualcosa di importante, la miglior squadra possibile”. I buoni propositi ci sono, ma ancora generici e si resta così in attesa che vengano chiariti gli obiettivi. Vogliamo però tornare sul concetto di internazionalità perché alcuni dei nomi che paiono essere nella testa di Paratici rispondono proprio a questa esigenza. Si tratta di una strada che però in alcuni casi impone degli investimenti notevoli, che possono far pensare a qualche partenza pesante per finanziarli (anche in virtù degli ingaggi da corrispondere).
I nomi internazionali
Pensiamo a Matteo Ruggeri, diventato ormai un punto fisso dell’Atletico Madrid e che in Champions l’anno scorso ha collezionato ben 15 presenze. Non è per niente semplice convincerlo a venire alla Fiorentina ma intanto è un segnale della voglia dei viola di provarci e di alzare l’asticella. Stesso discorso in parte si può fare per Norton-Cuffy, l’esterno del Genoa che è relativamente giovane e che è nato alla scuola del Chelsea e dell’Arsenal. Va in questa direzione pure l’idea Viery, difensore del Gremio però molto costoso. Per non parlare di Radu Dragusin, tornato di moda per questa sessione di mercato. Si tratta di investimenti da 18-25 milioni l’uno e allora ecco che viene da pensare - a meno che non ci sia stato il primo via libera presidenziale per questo tipo di spese - a qualche cessione pesante: non solo Dodo e Gosens ma soprattutto anche De Gea, Gudmundsson e magari anche qualche altra pedina da cui ricavare una discreta somma.
I giovani
interessanti e di buone potenzialità sono sempre nel mirino: Koleosho è un altro giocatore forte sul piano tecnico e che a livello internazionale ha acquisito esperienza. Volpato, per citarne un altro, è al Mondiale con l’Australia e ha margini di miglioramento. Ma poi dovranno anche arrivare - grazie alla competenza di Paratici e dei suoi collaboratori - quei colpi dall’estero ad un costo contenuto e in grado di diventare determinanti.


