Il futuro di Kean è nelle mani viola: dal lavoro ambientale di Paratici alle richieste sul mercato
La deadline era fissata al 15 luglio del 2026, e dunque da oggi il futuro di Moise Kean non è più nelle mani di una clausola rescissoria, e di fatto quindi anche del giocatore, ma esclusivamente in quelle della Fiorentina. Onestamente non sorprende più di tanto il fatto che nessuno abbia attivato appunto la clausola da 62 milioni di euro, vista l’annata non eccezionale vissuta sul campo e i tanti infortuni che hanno portato Moise a non replicare quanto fatto nella sua prima stagione a Firenze.
Sorprende piuttosto che, dopo un finale come quello vissuto nell’annata 2025/2026, con il giocatore out per il problema ormai ben noto alla tibia e una tifoseria in contrasto sempre più aperto con il classe 2000, si stia riuscendo a ricreare il rapporto tra le due parti. Lo testimonia il clima positivo in cui anche lo stesso Kean è stato coinvolto nel ritiro che sta andando in scena al Viola Park e che ci conferma come il lavoro che sta facendo Paratici non è esclusivamente inerente al mercato ma anche appunto mirato a ricreare una sintonia tra la squadra, i suoi singoli e l’ambiente Fiorentina in generale.
Da qui ovviamente poi a dire che certamente Kean sarà di nuovo il centravanti di riferimento della Fiorentina di Fabio Grosso ce ne passa, visto che il mercato lo abbiamo imparato bene a conoscere e da oggi fino alla sua conclusione, ci possiamo aspettare di tutto. I contorni però della vicenda Kean sono ben noti, sia per il giocatore che èer la Fiorentina. Le parti si sono parlate con chiarezza alcune settimane fa, Moise partirà solo per un’offerta che soddisferà sia il club che le sue richieste personali. Parlando di cifre, il club viola si attesta su una richiesta per il cartellino che è intorno ai 45 milioni di euro. Ecco spiegato probabilmente il motivo per cui nessuno si è avvicinato all’idea di pagare una clausola molto più alta, consapevole di poter strappare eventualmente il giocatore ad una cifra minore. Resta dunque aperto il fronte relativo al futuro di Moise, anche se in tal senso sarà importante, per la programmazione della stessa Fiorentina, segnare un'ulteriore linea oltre la quale una cessione del giocatore non dovrà più essere presa in considerazione.


