Una buona Fiorentina stride nel finale. Work in progress, ma l'inizio non è malvagio
Bastava e avanzava l’arrivo di Franco Mastantuono per alimentare un entusiasmo già ripartito abbondantemente, ma non guasta affatto un’altra buona conferma del campo. Nonostante il punteggio, anche l’ultimo test pre stagionale lascia in dote buone sensazioni e conferma il trend già in vigore dopo le prime amichevoli estive: la Fiorentina non batte il Deportivo ma prova a convincere per larghi tratti il suo pubblico, mostrando ancora il volto di una squadra certamente in costruzione, ma che vuol provare a divertire e allo stesso tempo essere spigolosa contro ogni avversario.
Buone conferme in mezzo
Anche perché questa pre season ha messo di fronte alla squadra di Grosso nemici di ogni tipo, da un più modesto QPR al più blasonato Real Madrid, e l’approccio non è mai cambiato. Si è sempre vista, a volte più a volte meno, una Fiorentina vogliosa di giocare palla a terra e di controllare la partita, come fatto per buona parte della gara anche stasera contro il Deportivo, dove ha continuato a brillare la stella di Atta. Sempre elegante e brevilineo nel venire via dal traffico, sempre pericoloso in avanti. In crescita anche Gudmundsson, più a suo agio con compagni più tecnici, e a proposito di tecnica è salito di livello anche Fagioli, quasi mai in difficoltà nel gestire la palla.
Valdepenas-Joao Mario, buon impatto
Menzione doverosa anche per i due esterni bassi, Joao Mario e Valdepenas: brillanti in fase di spinta, spesso coraggiosi nel prendere iniziativa alzandosi in avanti con tempi e tocchi giusti, alla ricerca dell’uno contro uno che tanto fa la differenza nel calcio moderno. Lo sprint giusto sulle fasce, ma il buon giudizio è da estendere a tutta la linea difensiva iniziale, perché Dragusin e Ranieri continuano a mostrarsi solidi e puliti, in chiusure sempre con buon tempismo e con la sana cattiveria da difensori.
Peccato per il finale
Convince, comunque, un po’ tutto il collettivo, almeno quello iniziale. Il tutto considerando sempre la caratura del Deportivo e il fatto che sia calcio estivo, ma la Fiorentina sta già plasmando la sua identità e questo inizio non è dei peggiori. Può trarre in inganno il risultato, derivato però solo da una frittata difensiva sul finale di gara. Meno bene la squadra dell’ultima mezzora, con tanti ingressi che hanno mescolato le carte e inevitabilmente cambiato gli equilibri. Spiace piuttosto non aver visto neanche stasera Oulai con Fagioli e Atta, oppure vedere un Kean sì brillante fisicamente ma poco lucido sotto porta, ma a smorzare l’atmosfera è stato quasi solo il pareggio finale. E comunque, la squadra di Grosso è uscita tra gli applausi dei presenti. C’è ovviamente ancora molto da fare, ma le prime indicazioni non si possono ritenere malvagie.


