Bruciare le tappe come routine. Croci, la precocità da unire al talento: ora viene il bello
In un bollente venerdì sera alla vigilia di Ferragosto, Federico Croci ha inciso il suo nome sui libri di storia della Fiorentina. Il talento più roseo del settore giovanile viola è diventato infatti il più giovane debuttante nella storia del club, esordendo tra i professionisti a soli 16 anni appena compiuti. Un traguardo già enormemente simbolico per uno dei ragazzi che possono garantire un grande futuro alla società viola, e sul quale si è iniziato da tempo a progettare il percorso migliore.
Quanti record di precocità
Croci è salito alla ribalta già sul finire della scorsa stagione, quando ha vinto da sotto età l'Europeo Under 17. Da Bibbiena è arrivato velocemente alla scuola calcio della Fiorentina, in cui è cresciuto per tanti anni fino al precoce esordio in Primavera, avvenuto la scorsa stagione assieme alla prestigiosa vittoria del Torneo di Viareggio - anch'esso da sotto età -, deciso peraltro da una sua doppietta in finale. Dire che sta sempre più bruciando le tappe è praticamente riduttivo, a 16 festeggiati da solo un mese e mezzo ha già toccato troppi traguardi individuali.
Grosso lo tiene sott'occhio
Ora viene il bello. Croci è uno dei fiori all'occhiello del Viola Park e la sua gestione sarà molto importante negli anni a seguire, con l'obiettivo di non disperdere così talento tutto insieme. La Fiorentina aveva studiato per lui il percorso in Primavera sotto la saggia guida di Aurelio Andreazzoli, uno che di giovani se ne intende eccome, ma per buona parte del precampionato è stato insieme alla Prima Squadra e Grosso l'ha buttato nella mischia già varie volte in amichevole, per poi suggellare tutto con l'esordio in Coppa Italia. Chissà che non nella testa del neo tecnico viola non ci sia l'intenzione di tenerlo con sé per buona parte della stagione.


