Grosso verso i primi esami con un'incognita chiamata Kean, partenza in salita sulla panchina viola
Non che non lo sapesse, d'altronde anche Fabio Grosso da addetto ai lavori conosce bene le dinamiche del mercato che hanno da tempo inglobato le prime giornate di campionato, ma certo che la partenza sulla panchina viola non si sta rivelando propriamente uno scherzo. Non bastasse il lento allontanamento dal modulo immaginato in fase d'arrivo a Firenze, il 4-3-3 già visto a Reggio Emilia, adesso per l'allenatore è l'incognita mercato a rendere i primi due impegni dell'anno un vero e proprio percorso ad ostacoli, senza contare l'assemblaggio di un gruppo sostanzialmente nuovo
Dagli esterni all'attacco
Così mentre ancora non sono arrivati i tanti decantati esterni di ruolo, quelli che parevano essere la priorità viola nella prima fase del mercato, adesso il futuro di Kean in totale discussione è un diversivo del quale, c'è da scommetterci, Grosso avrebbe fatto volentieri a meno. Mentre con il Como proseguono i dialoghi a distanza, e con il procuratore al lavoro, l'addio alla punta azzurra si fa ogni ora più concreto, ma intanto dal punto di vista dell'allenatore il ballottaggio con Pellegrino in vista di Roma prosegue obbligato.
Attenuanti
Insomma non esattamente un fattore che faciliti il lavoro di chi su quella panchina deve affrontare pressioni e aspettative diverse rispetto a quanto avvenuto in passato. Anche perchè, come detto, già sul fronte di un tridente offensivo immaginato diverso qualche settimana fa Grosso è chiamato a ovviare le lacune in rosa in termini di esterni. In questo caso non c'è il mercato di mezzo, almeno momentaneamente per Gudmundsson e comunque non per Mastantuono e Atta, ma l'attenuante in questione ha il suo peso.
Il tempo necessario
Così in attesa di ascoltare le parole del tecnico in sala stampa, in arrivo domani, è indubbio rilevare come la partenza della sua nuova avventura sia come minimo in salita. Un motivo per spingere un ambiente carico di speranze a concedere il giusto tempo di fronte a un gioco che, almeno dopo il Benevento, ha lasciato qualcuno deluso, tanto più contando un primo ostacolo da superare chiamato Roma. Ci sarà tempo e modo per valutare l'apporto che il nuovo allenatore potrà dare e in queste condizioni, con un mercato in cui può ancora succedere di tutto, chiunque avrebbe i suoi bei problemi.


