Fiorentina choc contro la Roma. Serve pazienza ma anche risposte sul mercato
La nuova Fiorentina targata Grosso è stata massacrata dalla Roma alla prima di campionato. Non c'è mai stata partita. La formazione iniziale, segnata dall'assenza di Kean per Pellegrino e dalla presenza in campo di giocatori che hanno passato l'estate in panchina come Dodo, ha fatto nascere diversi interrogativi sulla gestione della rosa, che evidentemente è ancora in rodaggio dopo la parziale rivoluzione estiva voluta da Paratici e dal club. Servirà più pazienza di quanto messo in preventivo fino ad oggi, perché al momento il progetto tecnico che sta nascendo in queste settimane, è lontano dall'essere completato.
Manca l'amalgama
È stato chiaro fin dalle prime battute che l'insieme di giocatori, tra vecchi e nuovi, che sono scesi in campo all'Olimpico, non avessero la ben che minima amalgama. Poi ci sono i meriti di una Roma che ha giocato sulle certezze della passata stagione, ma sarebbe sbagliato cercare più alibi di quanti ne servano per spiegare una debacle tanto tosta da digerire. La Fiorentina non è praticamente scesa in campo, o comunque se l'ha fatto, è stata timida, senza gioco e con diversi giocatori non a proprio agio con i compiti affidati.
Le scelte discutibili di Grosso
La gestione dei casi più spinosi del mercato, non ha certo dato una mano al tecnico, che però ha poi scelto una via di mezzo inutile, mandando in campo Kean sul 3-0 per la Roma, senza dare spazio a una certezza estiva come Gudmundsson. A centrocampo Fagioli ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare e l'ennesima panchina di Oulai ha fatto, fin da subito, interrogare i tifosi del motivo per cui uno dei talenti acquistati recentemente, debba continuare a essere utilizzato da comprimario e non da protagonista. La società non ha aiutato Grosso con il mercato in uscita, ma allo stesso tempo l'allenatore dovrà provare ad accelerare un percorso di coesione de gruppo lontano dall'avere successo.
Il mercato non può più attendere
Il club intanto, a una settimana dalla fine del mercato, dovrà accelerare il completamento di una rosa ancora zoppa, priva di un esterno di ruolo che aiuti Grosso a portare avanti le sue idee, oltre a un centrocampista e a una punta in caso di addio, praticamente certo, dello stesso Kean. Tante cose da fare e poco tempo per farlo. Sicuramente il poker subito avrà dato le indicazioni necessarie per spingere i dirigenti a muoversi rapidamente, purtroppo in ritardo per non evitare una figuraccia che mina l'entusiasmo estivo e fa riaffiorare pessimi ricordi.
Tempo al tempo, ma senza perderne altro per strada
La speranza di tutti è che si tratti di una battuta d'arresto da mettere in conto, contro una formazione più forte e molto più rodata e in un momento delicatissimo della rivoluzione di Paratici. Però non si può vivere di sole speranze, soprattutto a poche ore dalla festa del centenario e con una stagione che per tutti dovrà essere quella del rilancio dopo quella da incubo conclusa lo scorso maggio. Dando tempo al tempo ma senza perdere di vista la necessità di iniziare a macinare gioco e punti il prima possibile. Magari con scelte di campo che indichino una strada da percorrere contrariamente alla nebbia che ha avvolto i viola nella notte di Roma.


